Procedure Elettroniche dopo il 18/10/2018 -FOCUS

In attesa di intervento chiarificatore dell'ANAC, ulteriore a successivo a quello del 30/10/2018, continuiamo dopo il post già pubblicato ad approfondire le procedure .

 Art. 40 
 
 
(Obbligo  di  uso  dei  mezzi  di  comunicazione  elettronici   nello
             svolgimento di procedure di aggiudicazione) 
 
  1. Le comunicazioni e gli scambi di informazioni nell'ambito  delle
procedure di cui al presente codice svolte da centrali di committenza
sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici ai sensi
dell'articolo 5-bis del decreto legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,
Codice dell'amministrazione digitale. 
  2. A decorrere dal 18 ottobre 2018, le comunicazioni e  gli  scambi
di informazioni nell'ambito delle procedure di cui al presente codice
svolte dalle stazioni appaltanti sono eseguiti utilizzando  mezzi  di
comunicazione elettronici. 

leggendo il 40 è chiaro il rimando  ad altre due norme, il 52 degli appalti e soprattutto il 5 bis del CAD.

 

 Art. 52 
 
 
               (Regole applicabili alle comunicazioni) 
 
  1.  Nei  settori  ordinari  e  nei  settori  speciali,   tutte   le
comunicazioni e gli scambi di informazioni di cui al presente  codice
sono eseguiti  utilizzando  mezzi  di  comunicazione  elettronici  in
conformita' con quanto disposto dal presente comma e dai commi da 2 a
9, nonche' dal Codice dell'amministrazione digitale di cui al decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Gli strumenti  e  i  dispositivi  da
utilizzare per comunicare per via elettronica,  nonche'  le  relative
caratteristiche tecniche, hanno carattere non  discriminatorio,  sono
comunemente disponibili e compatibili con i prodotti TIC generalmente
in uso e  non  limitano  l'accesso  degli  operatori  economici  alla
procedura di aggiudicazione. In deroga al primo e secondo periodo, le
stazioni  appaltanti  non  sono  obbligate  a  richiedere  mezzi   di
comunicazione   elettronici   nella   procedura   di    presentazione
dell'offerta esclusivamente nelle seguenti ipotesi: 
  a) a causa della natura specialistica dell'appalto, l'uso di  mezzi
di  comunicazione  elettronici  richiederebbe  specifici   strumenti,
dispositivi o formati di file che non sono in  genere  disponibili  o
non sono gestiti dai programmi comunemente disponibili; 
  b) i programmi in grado di gestire i  formati  di  file,  adatti  a
descrivere l'offerta,  utilizzano  formati  che  non  possono  essere
gestiti mediante altri programmi aperti  o  generalmente  disponibili
ovvero sono protetti da licenza di proprieta' esclusiva e non possono
essere messi a disposizione per essere scaricati o per farne  un  uso
remoto da parte della stazione appaltante; 
  c)  l'utilizzo  di  mezzi  di  comunicazione  elettronici  richiede
attrezzature specializzate per ufficio  non  comunemente  disponibili
alle stazioni appaltanti; 
  d) i documenti di gara richiedono la presentazione  di  un  modello
fisico o in scala ridotta che non puo' essere trasmesso per mezzo  di
strumenti elettronici; 
  e) l'uso di mezzi di comunicazione diversi dai mezzi elettronici e'
necessario a causa di una violazione della  sicurezza  dei  mezzi  di
comunicazione elettronici ovvero per la protezione di informazioni di
natura particolarmente sensibile che richiedono un  livello  talmente
elevato di protezione da non  poter  essere  adeguatamente  garantito
mediante l'uso degli strumenti e  dispositivi  elettronici  che  sono
generalmente a disposizione degli operatori economici o  che  possono
essere messi loro a disposizione mediante  modalita'  alternative  di
accesso ai sensi del comma 6. 
  2. Nei casi in cui  non  sono  utilizzati  mezzi  di  comunicazione
elettronici ai sensi del terzo periodo del comma 1, la  comunicazione
avviene per posta o altro idoneo supporto ovvero  mediante  una  loro
combinazione. 
  3. Le stazioni appaltanti indicano nella relazione unica  i  motivi
per cui l'uso di mezzi di comunicazione diversi dai mezzi elettronici
e' stato ritenuto necessario  in  applicazione  del  comma  1,  terzo
periodo. 
  4. In deroga ai commi da 1 a 3, la comunicazione orale puo'  essere
utilizzata in relazione a comunicazioni diverse  da  quelle  relative
agli elementi essenziali  della  procedura  di  appalto,  purche'  il
contenuto della comunicazione orale sia sufficientemente documentato.
A tal fine,  gli  elementi  essenziali  della  procedura  di  appalto
includono i documenti di gara, le  richieste  di  partecipazione,  le
conferme di interesse e le offerte. In particolare, le  comunicazioni
orali con offerenti che potrebbero  incidere  significativamente  sul
contenuto e la valutazione delle offerte sono documentate  in  misura
sufficiente e con mezzi adeguati. 
  5. In tutte le  comunicazioni,  gli  scambi  e  l'archiviazione  di
informazioni, le stazioni appaltanti  garantiscono  che  l'integrita'
dei  dati  e  la  riservatezza  delle  offerte  e  delle  domande  di
partecipazione siano mantenute. ((Esse esaminano)) il contenuto delle
offerte e delle domande di partecipazione soltanto dopo  la  scadenza
del termine stabilito per la loro presentazione. 
  6. Le stazioni appaltanti possono, se necessario, richiedere  l'uso
di strumenti e dispositivi che in genere non sono disponibili, ma, in
tale caso, offrono modalita' alternative di  accesso.  Sono  adeguate
modalita' alternative di accesso quelle che: 
  a)  offrono gratuitamente un accesso completo, illimitato e diretto
per via elettronica a tali strumenti e dispositivi a decorrere  dalla
data di pubblicazione dell'avviso,  conformemente  all'allegato  V  o
dalla data di invio dell'invito  a  confermare  interesse.  Il  testo
dell'avviso o dell'invito a confermare interesse  indica  l'indirizzo
Internet  presso  il  quale  tali  strumenti   e   dispositivi   sono
accessibili; 
  b)  assicurano che  gli  offerenti,  che  non  hanno  accesso  agli
strumenti e ai dispositivi in questione o non hanno  la  possibilita'
di  ottenerli  entro  i  termini  pertinenti,  a  condizione  che  la
responsabilita'   del   mancato   accesso   non   sia    attribuibile
all'offerente interessato, possano accedere alla procedura di appalto
utilizzando credenziali temporanee elettroniche per un'autenticazione
provvisoria fornite gratuitamente online; 
  c) offrono un canale alternativo per la  presentazione  elettronica
delle offerte. 
  7. Le  amministrazioni  aggiudicatrici  e  gli  enti  aggiudicatori
possono  imporre  agli  operatori  economici  condizioni   intese   a
proteggere il carattere di  riservatezza  delle  informazioni  che  i
predetti soggetti rendono disponibili durante tutta la  procedura  di
appalto. 
  8. Oltre ai requisiti di cui all'allegato XI, agli strumenti  e  ai
dispositivi di trasmissione e di ricezione elettronica delle  offerte
e  di  ricezione  elettronica  delle  domande  di  partecipazione  si
applicano le seguenti regole: 
  a) le stazioni  appaltanti  mettono  a  disposizione  dei  soggetti
interessati le informazioni sulle specifiche per la presentazione  di
offerte e domande di partecipazione per via elettronica, compresa  la
cifratura e la datazione; 
  b)  le stazioni appaltanti  specificano  il  livello  di  sicurezza
richiesto per i mezzi di comunicazione elettronici da utilizzare  per
le varie fasi della  procedura  d'aggiudicazione  degli  appalti.  Il
livello e' proporzionato ai rischi connessi; 
  c) qualora ritengano che il livello dei rischi, valutato  ai  sensi
della lettera b), sia tale che  sono  necessarie  firme  elettroniche
avanzate, come definite nel Codice dell'amministrazione  digitale  di
cui  al  decreto  legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  le  stazioni
appaltanti accettano le firme  elettroniche  avanzate  basate  su  un
certificato  qualificato,  considerando  se  tali  certificati  siano
forniti da un prestatore di servizi di certificazione presente in  un
elenco  di  fiducia  di  cui   alla   decisione   della   Commissione
2009/767/CE, create con o senza dispositivo per la creazione  di  una
firma sicura alle seguenti condizioni: 
  1) le stazioni  appaltanti  stabiliscono  il  formato  della  firma
elettronica avanzata sulla base dei formati  stabiliti  nelle  regole
tecniche  adottate  in  attuazione  del  Codice  dell'amministrazione
digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e attuano
le misure necessarie per poterli elaborare; qualora sia utilizzato un
diverso formato di firma  elettronica,  la  firma  elettronica  o  il
supporto  del  documento  elettronico  contiene  informazioni   sulle
possibilita' di convalida esistenti.  Le  possibilita'  di  convalida
consentono  alla  stazione  appaltante  di   convalidare   on   line,
gratuitamente e in modo comprensibile per i non madrelingua, le firme
elettroniche ricevute come firme elettroniche avanzate basate  su  un
certificato  qualificato.  Le   stazioni   appaltanti,   tramite   il
coordinamento della  Cabina  di  regia,  comunicano  le  informazioni
relative al  fornitore  di  servizi  di  convalida  alla  Commissione
europea che le pubblica su internet; 
  2) in caso di offerte firmate con il  sostegno  di  un  certificato
qualificato in un elenco  di  fiducia,  le  stazioni  appaltanti  non
applicano ulteriori requisiti che potrebbero ostacolare l'uso di tali
firme da parte degli offerenti. 
  9. Riguardo ai documenti utilizzati nel contesto di  una  procedura
di appalto che sono firmati dall'autorita' competente o da  un  altro
ente responsabile del rilascio, l'autorita' o  l'ente  competente  di
rilascio puo' stabilire il formato della firma  elettronica  avanzata
in conformita' ai requisiti previsti dalle regole  tecniche  adottate
in attuazione del Codice  dell'amministrazione  digitale  di  cui  al
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Essi si dotano delle  misure
necessarie per  trattare  tecnicamente  tale  formato  includendo  le
informazioni necessarie ai  fini  del  trattamento  della  firma  nei
documenti  in  questione.  Tali  documenti  contengono  nella   firma
elettronica o nel supporto del documento elettronico possibilita'  di
convalida  esistenti  che  consentono   di   convalidare   le   firme
elettroniche ricevute on line, gratuitamente e in modo  comprensibile
per i non madre lingua. 
  10. Per le concessioni, fatti salvi i casi in cui l'uso  dei  mezzi
elettronici e' obbligatorio ai sensi del presente codice, le stazioni
appaltanti possono  scegliere  uno  o  piu'  dei  seguenti  mezzi  di
comunicazione  per  tutte  le   comunicazioni   e   gli   scambi   di
informazioni: 
  a)  mezzi elettronici; 
  b)  posta; 
  c)   comunicazione  orale,  anche  telefonica,  per   comunicazioni
diverse da quelle aventi ad oggetto gli elementi  essenziali  di  una
procedura di aggiudicazione di una concessione e purche' il contenuto
della comunicazione orale  sia  sufficientemente  documentato  su  un
supporto durevole; 
  d)  la consegna a mano comprovata da un avviso di ricevimento. 
  11. Nei casi di cui al comma 10, il mezzo di  comunicazione  scelto
deve essere comunemente disponibile e non discriminatorio e non  deve
limitare  l'accesso  degli  operatori  economici  alla  procedura  di
aggiudicazione della concessione. Gli strumenti e  i  dispositivi  da
utilizzare per comunicare per via elettronica,  nonche'  le  relative
caratteristiche tecniche, devono essere interoperabili con i prodotti
della tecnologia dell'informazione e della comunicazione  comunemente
in uso. 
  12. Alle concessioni ((si applicano i commi 5 e 7)). 

 

Vediamo ora il 5 bis del CAD che come sempre considero strumentale ad ogni procedimento.



 Art. 5-bis 
      (Comunicazioni tra imprese e amministrazioni pubbliche). 
 
  1. La presentazione di istanze, dichiarazioni, dati e lo scambio di
informazioni e documenti, anche a fini statistici, tra le  imprese  e
le amministrazioni pubbliche avviene  esclusivamente  utilizzando  le
tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Con  le  medesime
modalita' le amministrazioni pubbliche adottano e comunicano  atti  e
provvedimenti amministrativi nei confronti delle imprese. 
  2. Con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  su
proposta   del   Ministro   per   la   pubblica   amministrazione   e
l'innovazione, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e
con il Ministro per la semplificazione normativa,  sono  adottate  le
modalita'  di  attuazione  del  comma  1  da  parte  delle  pubbliche
amministrazioni centrali e fissati i relativi termini. 
  3. ((AgID)), anche avvalendosi degli uffici di cui all'articolo 17,
provvede  alla  verifica  dell'attuazione  del  comma  1  secondo  le
modalita' e i termini indicati nel decreto di cui al comma 2. 
  4. Il Governo promuove l'intesa con regioni ed enti locali in  sede
di Conferenza unificata per l'adozione  degli  indirizzi  utili  alla
realizzazione delle finalita' di cui al comma 1. 

Come ulteriore riferimento per capire cosa si intende per procedura telematica è importante il CdS n. 4050 del 2016 che crea una discriminante importante , non basta l'utilizzo non armonico degli strumenti del CAD ( Firma, PEC , Mt etc ), ma è necessaria una piattaforma capace di gestire le procedure ed automatizzare le proposte discrezionali ed inoltre detti dall'alto i tempi di apertura, invito, caricamento etc etc. Allego la sentenza.

E' importante ribadire che vige ancora l'articolo 1 comma 450 della L. 296/06.

Una cosa importante da chiarire è che il 18 ottobre è entrato in vigore solo l'articolo 40 del D.lgs 50/2016 e non il 44 , per il quale siamo in attesa di ulteriori disposizioni e regole tecniche.

Per riepilogare , e soprattutto tranquilizzare ricordo che sarà tutto piû semplice quando l'ANAC finalmente farà partire la BDNOE, nel frattempo si dovranno utilizzare  le solite procedure e... come sempre nulla di nuovo , occorre solo applicare il combinato articolo 29 del D.lgs 50/16 e 37 del D.lgs 33/13 tenendo conto del CAD.

Tutti i miei clienti otterranno nella relazione finale i GDPR-ACCESSIBILITA'-TRASPARENZA una relazione puntuale sullo stato degli adempimenti.

Tempo stimato.... BEFANA 2019.

Buona Digital Commedia.

 

 

COLLEGAMENTI TRA TRASPARENZA E GDPR nel PNA 2018 .Bang !!! SLAAAAAM , SIGH!!! RDP, RPCT, RDP, DPO, GDPR , PNA. IL PNA 2018.

Il PNA 2018, contiene alcuni chiarimenti in merito al DPO ,al RPCT ed alla possibile coincidenza delle due figure.

Ovviamente tale degenerazione è possibile solo qualora si volesse scegliere un DPO interno, possibile ma non performante, infatti all'ultimo capoverso della pagina 16 dell'aggiornamento 2018 al PNA sconsiglia questa scelta.

Nel PNA non poteva mancare il collegamento tra la trasparenza ed il GDPR, questo perchè purtroppo ancora non è chiara la portata della norma, si continua a pensare al GDPR come regolamento PRIVACY, e non protezione dei dati e libera circolazione degli stessi.

Quindi, l'amministrazione trasparente resta integra e non si muove dal suo posto, l'importante e seguire i dettami della legge ( attenzione del 33/13 e non del GDPR che ci delinea dei perimetri e che rimanda a leggi e regolamenti ) .

Il riferimento normativo resta l'articolo 7 comma 4 del 33/13.

ciao ciao vicnenzo de prisco

I tempi della NOTIFICAZIONE a mezzo PEC.

Art. 16-septies. DL 179/12 ( CRESCITA )
Tempo delle notificazioni con modalita' telematiche

1. La disposizione dell'articolo 147 del codice di procedura civile si applica anche alle notificazioni eseguite con modalita' telematiche. Quando e' eseguita dopo le ore 21, la notificazione si considera perfezionata alle ore 7 del giorno successivo.

IMPORTANTE DECISIONE CASSAZIONE 28864/2018.

Dall’ordinanza, infatti, si evince che la notifica PEC, dalla quale è poi scaturito il ricorso per Cassazione, è iniziata sicuramente dopo le ore 21.00 del giorno di scadenza e, più precisamente, alle ore 23.26: “(omissis) ricorre per cassazione nei confronti della sentenza con la quale la corte d'appello di Bologna ha dichiarato inammissibile per tardività il gravame dal medesimo interposto con l'atto di citazione notificato in modalità telematica il 30-11-2017, a ore 23'26, rispetto all'ordinanza di primo grado comunicata a mezzo Pec il 31-10-2017, nell'ambito del procedimento instaurato per il riconoscimento della protezione internazionale e umanitaria...”.

E’, quindi, per questo motivo che la notifica, in applicazione dell’articolo 147 c.p.c., non essendo l’attività notificatoria iniziata entro le ore 21.00 del 30.11.2017, deve intendersi effettuata, anche per il notificante, il 1 dicembre 2017 ed è sempre per tale motivo che la Cassazione ha ritenuto di non poter applicare la scissione tra il momento di perfezionamento della notifica per il notificante e il tempo di perfezionamento della notifica per il destinatario.

Sempre nell’ordinanza in commento, il Collegio a supporto della decisione, fa riferimento a due precedenti decisioni (Cass. Civ. n. 8886/2016, Cass. Civ. n. 21915/2017); in particolare, dalla lettura della sentenza n. 21915/2017, si evince che la questione in esame è stata in precedenza esaminata da questa Corte, che è già pervenuta alla medesima soluzione nel senso della tardività della notifica, con sentenza n. 8886 del 2016. In quella occasione, la Corte ha espresso il principio di diritto secondo il quale "L'art. 16 septies del d.l. n. 179 del 2012, conv. con modif. dalla 1. n. 221 del 2012, non prevede la scissione tra il momento di perfezionamento della notifica per il notificante ed il tempo di perfezionamento della notifica per il destinatario, espressamente disposta, invece, ad altri fini, dall'art. 16 quater dello stesso d.l. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto quindi tardiva la notifica del ricorso per cassazione affermando che si era perfezionata, sia per il notificante che per il notificato, il giorno successivo a quello di scadenza del termine per l'impugnazione, poiché eseguita dopo le ore 21 di quest'ultimo giorno)".

Etichette

DA NON SOTTOVALUTARE La riforma dell'accessibilità ai sistemi informativi, attuazione direttiva 2016/2102

La legge 4/2004, nota come STANCA, anteriore al CAD, ha fatto che l'ITALIA divenisse un punto di riferimento nell'ambito del diritto all'informazione accessibile a persone con disabilità e che i dipendenti delle PP.AA con le stesse problematiche potessero  essere agevolate nelle operazioni lavorative.

L'accessibilità non è concetto a se stante individuato solo nella legge stanca ( e poi nella modifica contenuta nel D.lgs 106/18) ma è diventata elemento caratterizzante diverse decisioni legislative.

Una figura fondamentale per l'attuazione del diritto all'accessibilità è il RTD, infatti all'articolo 17 comma 1 lett d del CAD troviamo che deve promuovere 

l' accesso dei soggetti disabili  agli  strumenti  informatici  e
promozione dell'accessibilita' anche in attuazione di quanto previsto
dalla legge 9 gennaio 2004, n. 4; 

L'accessibilità, gli obiettivi della stessa norma, sono contenuti in via di principio ( costituzionale , articolo 3) nel primo articolo della L. 4/2004 che non ha subito grandi modifiche dal D.lgs 106/18.

 Art. 1. 
                       (Obiettivi e finalita) 
 
    1. La Repubblica riconosce e tutela il diritto di ogni persona ad
accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi,  ivi
compresi  quelli  che  si   articolano   attraverso   gli   strumenti
informatici e telematici. 
    2. E' tutelato e garantito, in particolare, il diritto di accesso
ai servizi informatici e telematici della pubblica amministrazione  e
ai  servizi  di  pubblica  utilita'  da  parte  delle  ((persone  con
disabilita')), in ottemperanza al principio di uguaglianza  ai  sensi
dell'articolo 3 della Costituzione. 

Il diritto all'usabilità ed all'accessibilità non si limita al ' CONTENITORE SITO WEB  ISTITUZIONALE , ma in maniera pervasiva si applica anche al contenuto, infatti ci sono richiami sia nella pubblicità notiziale ( amministrazione trasaparente ) all'articolo 6 del D.lgs 33/13

 Art. 6 
 
 
                     Qualita' delle informazioni 
 
  1. Le pubbliche  amministrazioni  garantiscono  la  qualita'  delle
informazioni riportate nei  siti  istituzionali  nel  rispetto  degli
obblighi  di  pubblicazione  previsti  dalla   legge,   assicurandone
l'integrita',  il  costante   aggiornamento,   la   completezza,   la
tempestivita', la semplicita' di consultazione, la  comprensibilita',
l'omogeneita', la facile accessibilita', nonche'  la  conformita'  ai
documenti originali in possesso  dell'amministrazione,  l'indicazione
della loro provenienza e la riutilizzabilita' secondo quanto previsto
dall'articolo 7. 
  2. L'esigenza di assicurare adeguata  qualita'  delle  informazioni
diffuse non puo', in ogni caso,  costituire  motivo  per  l'omessa  o
ritardata pubblicazione dei dati, delle informazioni e dei documenti. 

che alla pubblicità legale propria dell'articolo 32 della L. 69/09, norma istitutiva della pubblicità legale on line ( ALBO PRETORIO ON LINE )

 Art. 32. 
(Eliminazione degli sprechi relativi al mantenimento di documenti  in
                           forma cartacea) 
 
  1. A far data dal 1° gennaio 2010, gli obblighi di pubblicazione di
atti e provvedimenti amministrativi  aventi  effetto  di  pubblicita'
legale si intendono assolti con  la  pubblicazione  nei  propri  siti
informatici da parte delle  amministrazioni  e  degli  enti  pubblici
obbligati. ((La pubblicazione e' effettuata nel rispetto dei principi
di eguaglianza e  di  non  discriminazione,  applicando  i  requisiti
tecnici di accessibilita'  di  cui  all'articolo  11  della  legge  9
gennaio 2004, n. 4. La mancata pubblicazione nei termini  di  cui  al
periodo precedente e' altresi' rilevante ai fini della misurazione  e
della  valutazione  della  performance  individuale   dei   dirigenti
responsabili)). 

E' importante sottolineare come il legislatore  abbia voluto legare gli adempimenti sull'accessibilità con le performance del D.Lgs 150/09.

Inutile ricordare che ovviamente anche il CAD, articolo 53 c.1 ha imposto l'adeguamneto dei siti web alla l. 4/2004 ( cfr articolo 53 c.1.)

  Art. 53 
            Siti Internet delle pubbliche amministrazioni 
 
  1. Le pubbliche amministrazioni realizzano  siti  istituzionali  su
reti telematiche che rispettano i principi di accessibilita', nonche'
di elevata usabilita' e reperibilita', anche da parte  delle  persone
disabili,  completezza  di  informazione,  chiarezza  di  linguaggio,
affidabilita', semplicita' di' consultazione,  qualita',  omogeneita'
ed interoperabilita'. Sono in particolare resi facilmente  reperibili
e consultabili i dati di cui all'articolo 54. 

Nell'attesa dell'emanazione delle linee guida dell'Agid previste dall'articolo 11 della L. 4/2004 iniziamo a prepararci lehgendo l'articolo 3 bis dell novellata Legge Stanca, evidenziando, anche se superfluo, che i destinatari degli dempimenti sono i soggetti contenuti nell'articolo 1 comma 2 del D.Lgs 165/01 ( estesi ) ma anche, qui la grossa novità, ancje le imprese di ogni dimensione che ricevono finanziamenti pubblici per l'adeguamento dei sistemi informativi .

 Art. 3-bis. 
           (( (Principi generali per l'accessibilita'). )) 
 
  ((1. I siti web e le applicazioni mobili  dei  soggetti  erogatori,
sono accessibili se sono percepibili, utilizzabili,  comprensibili  e
solidi. 
  2.  Sono  accessibili  i   servizi   realizzati   tramite   sistemi
informatici, inclusi  i  siti  web  e  le  applicazioni  mobili,  che
presentano i seguenti requisiti: 
    a) accessibilita' al contenuto del servizio da parte dell'utente; 
    b) fruibilita' delle informazioni offerte, caratterizzata da: 
      1) facilita' e semplicita' d'uso, assicurando, fra l'altro, che
le azioni da compiere  per  ottenere  servizi  e  informazioni  siano
sempre uniformi tra loro; 
      2)  efficienza   nell'uso,   assicurando,   fra   l'altro,   la
separazione tra contenuto, presentazione e modalita' di funzionamento
delle interfacce, nonche'  la  possibilita'  di  rendere  disponibile
l'informazione attraverso differenti canali sensoriali; 
      3) efficacia nell'uso e rispondenza alle esigenze  dell'utente,
assicurando, fra l'altro, che le azioni da compiere per  ottenere  in
modo  corretto  servizi  e  informazioni   siano   indipendenti   dal
dispositivo utilizzato per l'accesso; 
      4) soddisfazione nell'uso, assicurando, fra l'altro,  l'accesso
al servizio e all'informazione senza ingiustificati disagi o  vincoli
per l'utente. 
  3. Con le linee guida adottate  ai  sensi  dell'articolo  11,  sono
individuate le regole tecniche necessarie per garantire  il  rispetto
dei principi e dei requisiti di accessibilita' di cui ai  commi  1  e
2.)) 

 

L'articolo 3 ter , invece parla di una deroga all'adempimento quando lo sforzo ( organizzativo, tecnologico, economico ) è spoporzionato secondo una parametrizzazione che verrà comunque data dall'AGID nelle LL.GG articolo 11.

Al 3 quater si riprende la rendicontazione ( da fare con la dichiarazione di accessibilità ) ed entra in gioco anche il difensore civico digitale ( che con il D.lgs 217/2017 è centrale unico ed indipendente e siede tra le file dell'AGID) .

Andando verso la chiusura ricordo che l'articolo 4 della Stanca impone che già in fase di progettazione dell'acquisto di web, software e servizi mobili occorre tener conto dei principi di accessibilità, ugual discorso per il rinnovo degli stessi servizi.

L'articolo 8 evidenzial l'importanza della formazione,

  Art. 8. 
                            (Formazione) 
 
    1. Le amministrazioni di cui all'articolo 3, comma 1, nell'ambito
delle attivita' di  cui  al  comma  4  dell'articolo  7  del  decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche' dei  corsi  di  formazione
organizzati dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione,  e
nell'ambito delle attivita' per  l'alfabetizzazione  informatica  dei
pubblici dipendenti di cui all'articolo  27,  comma  8,  lettera  g),
della legge 16 gennaio 2003, n. 3,  inseriscono  tra  le  materie  di
studio   a   carattere   fondamentale   le   problematiche   relative
all'accessibilita' e alle tecnologie assistive. 
    2. La formazione professionale di cui al comma  1  e'  effettuata
con tecnologie accessibili. 
    3. Le amministrazioni di cui all'articolo 3, comma 1, nell'ambito
delle   disponibilita'   di   bilancio,   predispongono   corsi    di
aggiornamento  professionale  sull'accessibilita'  ((,  ivi   inclusi
quelli  relativi   alle   modalita'   di   creazione,   gestione   ed
aggiornamento  di  contenuti  accessibili  dei  siti  web   e   delle
applicazioni mobili)). 

mentre l'articolo 9 ricorda della rilevanza sulla performance e della responsabilita' amministrativa e dirigenziale degli articoli 21 e 55 del D.lgs 165/01.

Iniziamo un nuovo viaggio insieme.

 

 

E se fossimo noi i Responsabili GDPR ? Un caso concreto.

Il responsabile del trattamento ( che come è stato ulteriormente chiarito dal D.Lgs 101/18 è diverso dal responsabile "interno" del codice d.lgs 196/03, tanto che l'articolo 27 ne abroga il contenuto ) è una sorta di terzista del trattamento . Negli enti locali ( invero in tutte le strutture complesse ), diamo per scontato di essere  sempre i nominanti verso terzi di una lettera ex art 28 GDPR.

In realtà puo capitare di essere nominati , perchè per conto di altra PA trattiamo i  dati, ad esempio in forza di un accordo ex articolo 15 l. 241/90.

Un esempio ? L'ISTAT nomina il Comune di Paperopoli responsabile per taluni censimenti ( raccolta ). In questo caso il Comune di Paperopoli deve redigere un ulteriore registro delle attivita ( articolo 30 paragrafo 2 del GDPR) .

Nella lettera di nomina del titolare ( che ricordo non è il Comune di Paperopoli, ma l'ISTAT ) ci devono essere tutte le indiacazioni dell'articolo 28 e le indicazioni indispensabili per il corretto trattamento . La nomina deve essere in forma scritta ( come da articolo 20 comma 1 bis D.lgs 82/05) .

Resta inteso che gli obblighi contenuti nell'articolo 28 della L. 241/90 restano in capo al dipendnete designato incaricato dal responsabile.

Appresso l'articolo 28 del GDPR

 

Articolo 28

Responsabile del trattamento

1.   Qualora un trattamento debba essere effettuato per conto del titolare del trattamento, quest'ultimo ricorre unicamente a responsabili del trattamento che presentino garanzie sufficienti per mettere in atto misure tecniche e organizzative adeguate in modo tale che il trattamento soddisfi i requisiti del presente regolamento e garantisca la tutela dei diritti dell'interessato.

2.   Il responsabile del trattamento non ricorre a un altro responsabile senza previa autorizzazione scritta, specifica o generale, del titolare del trattamento. Nel caso di autorizzazione scritta generale, il responsabile del trattamento informa il titolare del trattamento di eventuali modifiche previste riguardanti l'aggiunta o la sostituzione di altri responsabili del trattamento, dando così al titolare del trattamento l'opportunità di opporsi a tali modifiche.

3.   I trattamenti da parte di un responsabile del trattamento sono disciplinati da un contratto o da altro atto giuridico a norma del diritto dell'Unione o degli Stati membri, che vincoli il responsabile del trattamento al titolare del trattamento e che stipuli la materia disciplinata e la durata del trattamento, la natura e la finalità del trattamento, il tipo di dati personali e le categorie di interessati, gli obblighi e i diritti del titolare del trattamento. Il contratto o altro atto giuridico prevede, in particolare, che il responsabile del trattamento:

a)

tratti i dati personali soltanto su istruzione documentata del titolare del trattamento, anche in caso di trasferimento di dati personali verso un paese terzo o un'organizzazione internazionale, salvo che lo richieda il diritto dell'Unione o nazionale cui è soggetto il responsabile del trattamento; in tal caso, il responsabile del trattamento informa il titolare del trattamento circa tale obbligo giuridico prima del trattamento, a meno che il diritto vieti tale informazione per rilevanti motivi di interesse pubblico;

b)

garantisca che le persone autorizzate al trattamento dei dati personali si siano impegnate alla riservatezza o abbiano un adeguato obbligo legale di riservatezza;

c)

adotti tutte le misure richieste ai sensi dell'articolo 32;

d)

rispetti le condizioni di cui ai paragrafi 2 e 4 per ricorrere a un altro responsabile del trattamento;

e)

tenendo conto della natura del trattamento, assista il titolare del trattamento con misure tecniche e organizzative adeguate, nella misura in cui ciò sia possibile, al fine di soddisfare l'obbligo del titolare del trattamento di dare seguito alle richieste per l'esercizio dei diritti dell'interessato di cui al capo III;

f)

assista il titolare del trattamento nel garantire il rispetto degli obblighi di cui agli articoli da 32 a 36, tenendo conto della natura del trattamento e delle informazioni a disposizione del responsabile del trattamento;

g)

su scelta del titolare del trattamento, cancelli o gli restituisca tutti i dati personali dopo che è terminata la prestazione dei servizi relativi al trattamento e cancelli le copie esistenti, salvo che il diritto dell'Unione o degli Stati membri preveda la conservazione dei dati; e

h)

metta a disposizione del titolare del trattamento tutte le informazioni necessarie per dimostrare il rispetto degli obblighi di cui al presente articolo e consenta e contribuisca alle attività di revisione, comprese le ispezioni, realizzati dal titolare del trattamento o da un altro soggetto da questi incaricato.

Con riguardo alla lettera h) del primo comma, il responsabile del trattamento informa immediatamente il titolare del trattamento qualora, a suo parere, un'istruzione violi il presente regolamento o altre disposizioni, nazionali o dell'Unione, relative alla protezione dei dati.

4.   Quando un responsabile del trattamento ricorre a un altro responsabile del trattamento per l'esecuzione di specifiche attività di trattamento per conto del titolare del trattamento, su tale altro responsabile del trattamento sono imposti, mediante un contratto o un altro atto giuridico a norma del diritto dell'Unione o degli Stati membri, gli stessi obblighi in materia di protezione dei dati contenuti nel contratto o in altro atto giuridico tra il titolare del trattamento e il responsabile del trattamento di cui al paragrafo 3, prevedendo in particolare garanzie sufficienti per mettere in atto misure tecniche e organizzative adeguate in modo tale che il trattamento soddisfi i requisiti del presente regolamento. Qualora l'altro responsabile del trattamento ometta di adempiere ai propri obblighi in materia di protezione dei dati, il responsabile iniziale conserva nei confronti del titolare del trattamento l'intera responsabilità dell'adempimento degli obblighi dell'altro responsabile.

5.   L'adesione da parte del responsabile del trattamento a un codice di condotta approvato di cui all'articolo 40 o a un meccanismo di certificazione approvato di cui all'articolo 42 può essere utilizzata come elemento per dimostrare le garanzie sufficienti di cui ai paragrafi 1 e 4 del presente articolo.

6.   Fatto salvo un contratto individuale tra il titolare del trattamento e il responsabile del trattamento, il contratto o altro atto giuridico di cui ai paragrafi 3 e 4 del presente articolo può basarsi, in tutto o in parte, su clausole contrattuali tipo di cui ai paragrafi 7 e 8 del presente articolo, anche laddove siano parte di una certificazione concessa al titolare del trattamento o al responsabile del trattamento ai sensi degli articoli 42 e 43.

7.   La Commissione può stabilire clausole contrattuali tipo per le materie di cui ai paragrafi 3 e 4 del presente articolo e secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 93, paragrafo 2.

8.   Un'autorità di controllo può adottare clausole contrattuali tipo per le materie di cui ai paragrafi 3 e 4 del presente articolo in conformità del meccanismo di coerenza di cui all'articolo 63.

9.   Il contratto o altro atto giuridico di cui ai paragrafi 3 e 4 è stipulato in forma scritta, anche in formato elettronico.

10.   Fatti salvi gli articoli 82, 83 e 84, se un responsabile del trattamento viola il presente regolamento, determinando le finalità e i mezzi del trattamento, è considerato un titolare del trattamento in questione.

Etichette

Sollecito MINISTERIALE per la nomina del RTD

Riporto la circolare odierna per la nomia del RTD ex articolo 17 d.lgs 82/05, appresso prima del testo integrale della cricolare inserisco i link sull'argomento, giuso per il piacere di dire " te l'avevo detto!!!!"

Qualche anticipazione per i RTD sul D.Lgs 217/17 il NUOVO CAD

http://www.ca-campania.com/ca40/il-cad-le-novita-parte-ii/

http://www.ca-campania.com/ca40/a-cosa-serve-il-responsabiel-alla-trasnsizione-digitale-ad-evitare-sanzioni/

 

 

 

Circolare n. 3 del 1 ottobre 2018

Alle Amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165

LORO SEDI

Oggetto: Responsabile per la transizione digitale - art. 17 decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 “Codice dell’amministrazione digitale

Nell’ambito della serie di azioni, a cui il Governo intende dare corso, per la trasformazione digitale della pubblica amministrazione, affinché sia di supporto alla crescita digitale dell’Italia, riveste particolare importanza l’individuazione della figura del responsabile per la transizione al digitale.

Con la presente circolare si richiama l’attenzione su alcuni aspetti di particolare rilevanza connessi alla predetta nomina, ferma restando l’autonomia organizzativa riconosciuta dall’ordinamento giuridico alle amministrazioni in indirizzo.

La trasformazione digitale richiede il contributo ed il coinvolgimento di ogni articolazione della macchina pubblica e a tal fine il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), adottato con d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, modificato da ultimo con i decreti legislativi n. 179 del 2016 e n. 217 del 2017, prevede all’art. 17 che le pubbliche amministrazioni garantiscano l’attuazione delle linee strategiche per la riorganizzazione e la digitalizzazione dell’amministrazione definite dal Governo.

L’art. 17, comma 1, CAD, stabilisce che ciascuna pubblica amministrazione sia tenuta ad affidare ad un unico ufficio dirigenziale, fermo restando il numero complessivo degli uffici, la “transizione alla modalità operativa digitale e i conseguenti processi di riorganizzazione finalizzati alla realizzazione di un’amministrazione digitale e aperta, di servizi facilmente utilizzabili e di qualità, attraverso una maggiore efficienza ed economicità” nominando un Responsabile per la Transizione al Digitale (RTD). Giova precisare che già nel testo previgente si attribuiva alla struttura per l’organizzazione, l’innovazione e le tecnologie una serie di compiti di rilievo strategico. Si consideri che rientrava tra i suoi compiti (confermati peraltro nella attuale formulazione del CAD) quello di analizzare la coerenza tra l'organizzazione dell'amministrazione e l'utilizzo delle tecnologie digitali, ovvero di ridurre i tempi e i costi dell'azione amministrativa, e anche di promuovere le iniziative attinenti l'attuazione delle direttive impartite dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal Ministro delegato per l'innovazione e le tecnologie.

La novella di cui al d.lgs. 179/2016 istituisce la figura del RTD, ne definisce la collocazione organizzativa e dispone che, con riferimento ai compiti relativi alla transizione alla modalità digitale, risponde direttamente all’organo di vertice politico o, in sua assenza, a quello amministrativo dell’ente (art. 17, commi 1-ter e 1-sexies, CAD). La rilevanza di una tale previsione nell’ordinamento giuridico italiano denota la volontà del legislatore di ricondurre immediatamente al vertice dell’amministrazione la governance - intesa come attività di indirizzo, coordinamento e correlata responsabilità - della transizione del Paese al digitale, attraverso la realizzazione di servizi pubblici rivisitati in un’ottica che ne preveda la piena integrazione con le nuove tecnologie e non più la giustapposizione di queste ultime alle esistenti forme di organizzazione. Da ciò si evince che, nel rispetto degli assetti organizzativi dell’amministrazione di riferimento e del principio di separazione tra funzioni del vertice politico e del vertice amministrativo, il legislatore attribuisce ai compiti demandati al RTD una valenza strategica tale da imprimere ai relativi obiettivi una derivazione diretta da parte del vertice politico che trova immediata espressione nella direttiva generale per l’attività amministrativa, successivamente da declinarsi nella programmazione strategica e operativa delineata nel piano della performance.

Ciò posto, dalla data di entrata in vigore di tale obbligo (14 settembre 2016) ad oggi, risulta che soltanto un numero limitato di amministrazioni ha provveduto ad individuare tale figura, essenziale per la digitalizzazione coordinata del Paese.

Con la presente Circolare, nella convinzione della centralità del ruolo del RTD ai fini della trasformazione digitale dell’amministrazione e del pieno adempimento delle norme in materia di innovazione della pubblica amministrazione, si richiamano le amministrazioni a provvedere, con ogni opportuna urgenza, alla individuazione del RTD preposto all’ufficio per la transizione al digitale e alla relativa registrazione sull’Indice delle pubbliche amministrazioni (IPA - www.indicepa.gov.it).

L’urgenza di provvedere a tale adempimento da parte di tutti i soggetti tenuti all’applicazione del CAD (così come individuati all’art. 2, comma 2, D. Lgs. n. 82/2005), emerge chiaramente dall’elenco esemplificativo e non esaustivo, contenuto nell’art. 17 citato, dei compiti attribuiti al suddetto Ufficio:

  1. coordinamento strategico dello sviluppo dei sistemi informativi di telecomunicazione e fonia;
  2. indirizzo e coordinamento dello sviluppo dei servizi, sia interni sia esterni, forniti dai sistemi informativi di telecomunicazione e fonia dell'amministrazione;
  3. indirizzo, pianificazione, coordinamento e monitoraggio della sicurezza informatica relativamente ai dati, ai sistemi e alle infrastrutture anche in relazione al sistema pubblico di connettività;
  4. accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici e promozione dell'accessibilità;
  5. analisi periodica della coerenza tra l'organizzazione dell'amministrazione e l'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, al fine di migliorare la soddisfazione dell'utenza e la qualità dei servizi nonché di ridurre i tempi e i costi dell'azione amministrativa;
  6. cooperazione alla revisione della riorganizzazione dell'amministrazione;
  7. indirizzo, coordinamento e monitoraggio della pianificazione prevista per lo sviluppo e la gestione dei sistemi informativi di telecomunicazione e fonia;
  8. progettazione e coordinamento delle iniziative rilevanti ai fini di una più efficace erogazione di servizi in rete a cittadini e imprese mediante gli strumenti della cooperazione applicativa tra pubbliche amministrazioni, inclusa la predisposizione e l'attuazione di accordi di servizio tra amministrazioni per la realizzazione e compartecipazione dei sistemi informativi cooperativi;
  9. promozione delle iniziative attinenti l'attuazione delle direttive impartite dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal Ministro delegato per l'innovazione e le tecnologie;
  10. pianificazione e coordinamento del processo di diffusione, all'interno dell'amministrazione, dei sistemi di identità e domicilio digitale, posta elettronica, protocollo informatico, firma digitale o firma elettronica qualificata e mandato informatico, e delle norme in materia di accessibilità e fruibilità nonché del processo di integrazione e interoperabilità tra i sistemi e servizi dell'amministrazione;

j-bis)     pianificazione e coordinamento degli acquisti di soluzioni e sistemi informatici, telematici e di telecomunicazione, al fine di garantirne la compatibilità con gli obiettivi di attuazione dell'agenda digitale e, in particolare, con quelli stabiliti nel piano triennale.

Al fine di assicurare piena attuazione al disposto normativo le Amministrazioni devono individuare, con atto organizzativo interno e nell’ambito della dotazione organica complessiva delle posizioni di funzione dirigenziale, l’ufficio dirigenziale, di livello generale ove previsto nel relativo ordinamento, cui attribuire i compiti per la transizione digitale declinati dal comma 1 dell’art. 17 CAD.

Il responsabile di tale ufficio deve formalmente assumere le funzioni di Responsabile per la transizione al digitale, essere dotato di “adeguate competenze tecnologiche, di informatica giuridica e manageriali”.

Ove sia già in corso l’incarico dirigenziale di titolare dell’ufficio per la transizione digitale, ferma restando la naturale scadenza dell’incarico in essere, l’affidamento delle funzioni aggiuntive previste dalla legge al dirigente responsabile di tale Ufficio avviene mediante atto interno di nomina che configura la fattispecie dell’incarico aggiuntivo ad opera dell’organo già competente al conferimento dell’incarico dirigenziale, nel rispetto del regime di onnicomprensività.

Nel caso in cui l’ufficio per la transizione digitale risulti vacante e, in via generale, per i successivi atti di nomina del responsabile dell’ufficio, la nomina di RTD è contestuale al conferimento dell’incarico dirigenziale, nel rispetto della normativa vigente, annoverando tra i requisiti richiesti il possesso di “adeguate competenze tecnologiche, di informatica giuridica e manageriali”.

Ferma restando l’autonomia organizzativa di ciascuna Amministrazione, la graduazione delle posizioni dirigenziali può essere congruamente rimodulata in considerazione del maggior aggravio di funzioni secondo le modalità previste dalla disciplina dei rispettivi ordinamenti interni.

Relativamente alle pubbliche amministrazioni in cui non siano previste posizioni dirigenziali le funzioni per la transizione digitale di cui all’art. 17, comma 1 CAD, possono essere affidate ad un dipendente in posizione apicale o già titolare di posizione organizzativa in possesso di adeguate competenze tecnologiche e di informatica giuridica fermi restando, mutatis mutandis, gli effetti sul trattamento economico sopra trattati.

È utile precisare che il comma 1-septies dell’art. 17 CAD. prevede la possibilità per le amministrazioni diverse dalle amministrazioni dello Stato di esercitare le funzioni di RTD anche in forma associata. Tale opzione organizzativa, raccomandata specialmente per le PA di piccole dimensioni, può avvenire in forza di convenzioni o, per i comuni, anche mediante l’unione di comuni. La convenzione disciplinerà anche le modalità di raccordo con il vertice delle singole amministrazioni.

Al fine di garantire la piena operatività dell’Ufficio, si raccomanda di prevedere, nell’atto di conferimento dell’incarico o di nomina, nel caso di incarico in essere, oltre che i compiti espressamente previsti, anche quelli sotto indicati in ragione della trasversalità della figura:

  1. il potere del RTD di costituire tavoli di coordinamento con gli altri dirigenti dell’amministrazione e/o referenti nominati da questi ultimi;
  2. il potere del RTD di costituire gruppi tematici per singole attività e/o adempimenti (ad esempio: pagamenti informatici, piena implementazione di SPID, gestione documentale, apertura e pubblicazione dei dati, accessibilità, sicurezza, ecc.);
  3. il potere del RTD di proporre l’adozione di circolari e atti di indirizzo sulle materie di propria competenza (ad esempio, in materia di approvvigionamento di beni e servizi ICT);
  4. l’adozione dei più opportuni strumenti di raccordo e consultazione del RTD con le altre figure coinvolte nel processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione (responsabili per la gestione, responsabile per la conservazione documentale, responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza, responsabile per la protezione dei dati personali);
  5. la competenza del RTD in materia di predisposizione del Piano triennale per l’informatica della singola amministrazione, nelle forme e secondo le modalità definite dall’Agenzia per l’Italia digitale;
  6. la predisposizione di una relazione annuale sull’attività svolta dall’Ufficio da trasmettere al vertice politico o amministrativo che ha nominato il RTD.

Nel ribadire, quindi, l’urgenza della nomina, si ricorda che il RTD rappresenta il punto di contatto con l’Agenzia per l’Italia Digitale e la Presidenza del Consiglio dei Ministri per le questioni connesse alla trasformazione digitale delle pubbliche amministrazioni, nonché per la partecipazione a consultazioni e censimenti previsti dal Piano triennale per l’informatica della pubblica amministrazione.

L’Agenzia per l’Italia Digitale fornirà mensilmente al Dipartimento della funzione pubblica i dati relativi alle nomine registrate sull’Indice delle Pubbliche Amministrazioni per i provvedimenti di competenza.

Il Ministro per la pubblica amministrazione

Etichette

Lo scenario, il nostro metodo.

c ubo

 

 

 

Nelle Pubbliche Amministrazioni ( e nelle aziende più complesse ), manca una visone organica e globale. I diversi adempimenti vengono anche svolti, ma senza visione d'insieme.

 

Manca una funzione "olistica" , manca la compliance, manca la cultura fondamentale della

                                                                            " SCIENZA dell'ORGANIZZAZIONE "

C'è chi ha un buon sistema per la prevenzione della corruzione, un buon sistema della dematerializzazione , un buon sistema CAD ( eh già dematerializzazione e CAD sono due cose diverse ) , un buon sistema privacy ( che non esiste nel nostro ordinamento, esiste la norma sul corretto trattamento dei dati ), etc etc.

Una struttura, semplice o complessa che sia è davvero conformata  quando è in regola con tutte le normative ( interne ed esterne ), una realtà aziendale, pubblica o privata , non potrà avere una sola faccia del Cubo di Rubick completata, i ci sarebbe solo maggiore disordine dietro ad una falsa facciata , ed approfondendo le aspettative cadranno .

Il nostro obiettivo è di aiutare i clienti attraverso una gestione globale dei servizi che proponiamo , a ricomporre non una faccia del rompicapo, ma l'intera struttura organizzativa.

cubo

Vincenzo De Prisco.

Iscriviti a

VERDE

ARANCIONE

AZZURRO

GIALLO

ROSSO

 

RESIDERUA

 

CAD GDPR APPPALTI ANTICORRUZIONE TRASPARENZA ALTRO...