Attinenze tra Monica Bellucci , Belen Rodriguez ed il codice dei contratti. La sentenza Consiglio di Stato sez. VI 19/6/2017 n. 2969.

Come risolvere alcuni problemi di normalizzazione  dei valori quando il criterio di aggiudicazione è l’offerta economicamente più vantaggiosa, articolo 95 comma 3 D.lgs 50/16.

Spesso capita, per scelta o per espressa previsione legislativa di dovere attribuire un appalto utilizzando il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Nel valutare la parte squisitamente economica, che (ricordo) potrebbe anche non esservi, la normalizzazione dei prezzi avviene con la semplice e nota funzione lineare scritta al fine di normalizzare il valore economico ( massimo 30 punti ) al prezzo più basso ricevuto in offerta.

Un grosso errore, consiste invece, nell’utilizzare le stesse funzioni, o tabelle ( quindi valori discreti e non lineari) anche per quanto riguarda le qualità non economiche dell’offerta.

Seppure alcune tabelle sono corrette ed indispensabili, queste sono inefficaci quando la valutazione cade sui requisiti  non quantizzabili, quando in altre parole si devono valutare le qualità delle offerte non quantificabili in numeri e valori discreti.

Da questo punto di vista è importantissima la sentenza Consiglio di Stato sez. VI 19/6/2017 n. 2969.

Proviamo a capirci con un esempio , nel valutare ai sensi del terzo comma dell’articolo 95 del codice dei contratti la fornitura di un server nevralgico per il nostro Ente abbiamo come da bando e lettera :

Massimo 30 punti per la tempestività dell’intervento tecnico

Massimo 70 punti per la qualità generale dello staff d’intervento e la professionalità

Pur essendo quantificabili come “offerta qualificativa” per il primo punto una tabella ci risolve ogni problema , ad esempio, 10 punti per interventi entro le 12 ore , 20 punti per 6 ore, 30 punti per 3 ore, ma per il valore della qualità generale come dobbiamo comportarci ? come posso normalizzare e quindi spostare la discrezionalità della commissione verso la componente tecnica allontanandomi dalla discrezionalità dell’an ?

Molti bandi sono fallaci sotto questo punto di vista, la questione non è solo teorica, nel regolamento 207/10 era prevista una specifica tecnica e che ancora deve essere utilizzata come detto dalla sentenza CdS 2969/17.

Un esempio scherzoso , forse sessista , ma efficace .

Incontro con un gruppo di amici, siamo in tre e dopo due birre ghiacciate decidiamo di fare una classifica di bellezza e le candidate sono :

 

Monica Bellucci (86-61-89)
Belen Rodriguez (83-65-89)
Aida Yespica  (90-61-91)
Manuela Arcuri (94-63-96)

 

Se decidessimo di valutarle solo in funzione delle loro misure la valutazione non sarebbe difficile ma si ridurrebbe a valorizzare maggiormente il seno od il lato B, comunque sono valutazioni che noi maschietti facciamo dopo la quinta birra e non solo due, vogliamo essere più completi e valutare la bellezza globale delle tre donne .
Come fare ? molto soggettivo ? si certamente  soggettivo , e se questo eccesso di “soggettivo’ dovesse capitare in commissione ex articolo 77 50/16 sarebbero guai .

Usciamone assieme seguendo le norme del vecchio regolamento come dice anche il CdS.
La commissione ex articolo 77 è composta da Mario, Paolo e me e subito ci viene un  dubbio, il seguente “ come poter valutare quattro bellezze così stravolgenti ?” Come ogni gruppetto di amici che bevono birra pensiamo subito ad una normalizzazione dei valori con il confronto a coppie basandoci su valori delle qualità lessicali, come più bella di …, bella uguale a , poco più bella etc

Allora proviamo a risolvere con il metodo del confronto a coppie utilizzando delle matrici triangolari di grandezza n-1.

Ogni commissario per giudicare la bellezza costruisce una semi matrice o matrice triangolare  di ampiezza n-1, cioè per le quattro ragazze la matrice sarà di questo tipo :

     
   
 

Visto che valutiamo qualità come la bellezza la normalizzazione nono può essere che semantica utilizzando la scala :

1 = Parità ; 
2 = Preferenza minima  ; 
3 = Preferenza piccola; 
4 = Preferenza media ; 
5= Preferenza grande ; 
6 = Preferenza massima.

Ora ogni commissario arricchisce la sua tabella per confrontare a coppie le concorrenti , usiamo questa legenda :

Monica Bellucci -MB-
Belen Rodriguez-BR-
Aida Yespica -AY-
Manuela Arcuri -MA-
 

Commissario vincenzo de prisco

Come detto, valutare le ragazze in funzione delle loro misure non è complesso, in funzione della bellezza totale è più complicato, facciamo un confronto a coppie e vediamo di volta in volta la nostra preferenza basandoci sulla scala semantica. Per semplicità prima di andare in tabella ( la matrice a coppia di ragione n-1) farò un commento .

Tra Manuela Arcuri e Monica Bellucci preferisco di poco ( minimamente) Monica Bellucci.
Tra Monica Bellucci ed Aida Yespica non c’è storia, decisamente la Bellucci
Tra Monica Bellucci e Belen Rodriguez vedo la parità, nessuna prevalenza
Tra Manuela Arcuri e ed Aida Yespica preferisco mediamente l’italiana
Tra Manuela Arcuri e Belen Rodriguez preferenza grande per la Rodriguez
Tra Aida Yespica e Belen Rodriguez massima preferenza per la più giovane Belen

Come ho appuntato ? la sigla della vincitrice ed il punteggio semantico ( nel caso di parità le due sigle )

Commissario Mario

 

Commissario Paolo

 

Ovviamente i commissari hanno compilato le matrici non consultandosi tra di loro ed alla fine tirano le somme :

RISULTA VINCITRICE LA BELEN RODRIGUEZ, se ci fossimo basati solo sulle misure sarebbe stata l’ultima.

Con questo buffo esempio ho voluto focalizzare e commentare la sentenza del CdS, quando non si usano metodi e sistemi di normalizzazione commettiamo degli illeciti, anche se il D.lgs 50/16 non indica le modalità scientifiche conviene come detto in sentenza rifarci agli allegati del DPR 207/2010 .

Solo dopo questi passaggi posso usare le consuete formule lineari e tabellari, altrimenti siamo attaccabili.

 

Al prossimo giro sul codice degli appalti parleremo comunque delle formule matematiche e statistiche.

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DECRETO SBLOCCA-CANTIERI. ‘A CARNE ‘A SOTTO E I MACCARÙNE ‘A COPPA. NON SEMPRE È UN MALE.

Iniziamo con l’elenco ed una veloce lettura delle modifiche ( già annunciate ) al codice dei contratti da parte del DL 32/19, SBLOCCA CANTIERI.

Il ritorno al regolamento unico era già stato annunciato sul finire del 2018, speriamo in un ritorno armonizzato e non solo ad un raggruppamento di soft law che sarebbe controproducente

REGOLAMENTO UNIFICATO ( vanno via le linee guida vincolanti )

Il ritorno alle abitudini de163/06 è previsto dal comma 27 octies del novellato articolo 216 del 50

NESSUN OBBLIGO DELLE CUC

Per le città non capoluogo di provincia l’aggregazione in CUC è una facoltà e non più in obbligo , come più volte fatto notare dalla giurisprudenza.

Riporto il nuovo comma 4 dell’articolo 37.

Ora proseguiamo con le modifiche più importanti da un punto di vista operativo, quelle per le quali da martedì , ripresi dalle “abbuffate” , lavoreremo diversamente.

La prima novità apprezzabile è la possibilità da parte dell’OE di richiedere l’anticipo del 20 % non solo per i lavori ma anche i contratti di fornitura di beni e servizi, di durata ovviamente. Il DL 32/19 modifica infatti il comma 18 dell’articolo 35 che riporto

Sul valore del contratto di appalto viene calcolato l’importo dell’anticipazione del prezzo pari al 20 per cento da corrispondere all’appaltatore entro quindici giorni dall’effettivo inizio della prestazione.

Ulteriore modifica, ben vista dallo scrivente , è l’abrogazione nei fatti dell’affidamento diretto dei lavori previsto dal comma 912 dell’articolo 1 della L. 145/18, riporto la modifica alla nuova lettera b dell’articolo 36 comma 2

per affidamenti di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 200.000 euro per i lavori, o alle soglie di cui all’articolo 35 per le forniture e i servizi, mediante procedura negoziata previa consultazione, ove esistenti, di almeno tre operatori economici per i lavori, e, per i servizi e le forniture di almeno cinque operatori economici individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici.

È chiara la volontà di volere snellire la procedura di affidamento di microlavori senza però andare in contrasto con i principi della buona gestione e rendicontazione, a differenza della modifica apportata ( anche se limitatamente nel tempo ) dalla legge di stabilità , solo per un confronto metto in comparazione le due norme

Articolo 1 comma 912 L. 145/18
Nelle more di una complessiva revisione del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, fino al 31 dicembre 2019, le stazioni appaltanti, in deroga all’articolo 36, comma 2, del medesimo codice, possono procedere all’affidamento di lavori di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro mediante affidamento diretto previa consultazione, ove esistenti, di tre operatori economici e mediante le procedure di cui al comma 2, lettera b), del medesimo articolo 36 per i lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 350.000 euro.
Articolo 36 comma 2 lett b D.lgs 50/16 modificato dal DL 32/19
per affidamenti di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 200.000 euro per i lavori, o alle soglie di cui all’articolo 35 per le forniture e i servizi, mediante procedura negoziata previa consultazione, ove esistenti, di almeno tre operatori economici per i lavori, e, per i servizi e le forniture di almeno cinque operatori economici individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici.

E’ chiaro, negoziata a tre contro affidamento diretto ( pur se consultando il mercato).

Ed ora veniamo al titolo del post, ‘A carne ‘a sotto e i maccarùne ‘a coppa .

E’ un detto napoletano per evidenziare il non naturale susseguirsi degli eventi, ha un’accezione solitamente negativa, personalmente credo che nel nostro caso non sia così, parliamo della c.d. INVERSIONE PROCEDIMENTALE.

Va subito chiarita una cosa, non è una novità assoluta del D.lgs 50/16, infatti già ricorre per i settori speciali e senza limite di importo, mentre per i settori ordinari questa possibilità è applicabile solo al sotto soglia .Analizziamo il nuovo comma 5 dell’articolo 36.

Le stazioni appaltanti possono decidere che le offerte siano esaminate prima della verifica della documentazione relativa al possesso dei requisiti di carattere generale e di quelli di idoneità e di capacità degli offerenti. Tale facoltà può essere esercitata se specificamente prevista nel bando di gara o nell’avviso con cui si indice la procedura. Se si avvalgono di tale facoltà, le stazioni appaltanti verificano in maniera imparziale e trasparente che nei confronti del miglior offerente non ricorrano motivi di esclusione e che sussistano i requisiti e le capacità di cui all’articolo 83 stabiliti dalla stazione appaltante; tale controllo è esteso, a campione, anche sugli altri partecipanti, secondo le modalità indicate nei documenti di gara. Sulla base dell’esito di detta verifica, si procede eventualmente a ricalcolare la soglia di anomalia di cui all’articolo 97. Resta salva, dopo l’aggiudicazione, la verifica sul possesso dei requisiti richiesti ai fini della stipula del contratto

Quindi in pratica si deve scrivere in lex specialis la volontà di volere applicare l’inversione procedimentale e quale sarà la numerosità percentuale dei controlli che faremo, in sede di apetura si aprono le buste con le offerte economiche , si controlla il migliore offerente e gli altri previsti .

Per completezza riporto l’ottavo comma del 113 ( per i settori speciali l’inversione vale anche per le procedure ex articolo 60 sopra soglia )

Nelle procedure aperte, gli enti aggiudicatori possono decidere che le offerte saranno esaminate prima della verifica dell’idoneità degli offerenti. Tale facoltà può essere esercitata se specificamente prevista nel bando di gara o nell’avviso con cui si indice la gara.
Se si avvalgono di tale possibilità, le amministrazioni aggiudicatrici garantiscono che la verifica dell’assenza di motivi di esclusione e del rispetto dei criteri di selezione sia effettuata in maniera imparziale

L’altra grande novità OPERATIVA, riguarda i controlli dei requisiti quando si utilizzano gli strumenti elettronici ,infatti abbiamo l’introduzione del comma 6 ter dell’articolo 36 che cosí recita :

Nelle procedure di affidamento effettuate nell’ambito dei mercati elettronici di cui al comma 6, la stazione appaltante verifica esclusivamente il possesso da parte dell’aggiudicatario dei requisiti economici e finanziari e tecnico professionali.

È chiaro che qualora non siano richiesti ulteriori criteri qualificativi ( articolo 83) la stazione appaltante non dovrà verificare nulla , ne consegue che a breve ci saranno le modifiche alla voce 4.2.2 delle LG 4 ANAC ( in gestazione ) e dell’articolo 53 delle regole E-Procurement del MEPA.

Ovviamente altra derivazione di questo articoletto è il maggior controllo da parte di Consip per gli operatori iscritti, infatti nello sblocca cantieri spunta anche l’aggiunta del comma 6 bis al 36 del 50/16

Ai fini dell’ammissione e della permanenza degli operatori economici nei mercati elettronici di cui al comma 6, il soggetto responsabile dell’ammissione verifica l’assenza dei motivi di esclusione di cui all’articolo 80 su un campione significativo di operatori economici. Dalla data di entrata in vigore del decreto di cui all’articolo 81, comma 2, tale verifica sarà effettuata attraverso la Banca dati nazionale degli operatori economici di cui all’articolo 81, anche mediante interoperabilità fra sistemi. I soggetti responsabili dell’ammissione possono consentire
l’accesso ai propri sistemi agli operatori economici per la consultazione dei dati, certificati e informazioni disponibili mediante la banca dati di cui all’articolo 81 per la predisposizione della domanda di ammissione e di permanenza ai mercati elettronici.

Altra modifica, comoda nell’operatività quotidiana e sempre legata al mercato elettronico, riguarda la possibilità di utilizzare formulari più snelli del DGUE.

Ultima novità che porto in analisi oggi è il criterio di aggiudicazione dell’offerta, infatti appare un comma 9 bis all’articolo 36 che ci dice :

Fatto salvo quanto previsto all’articolo 95,

Fatto salvo quanto previsto all’articolo 95 comma 3, le stazioni appaltanti procedono all’aggiudicazione dei contratti di cui al presente articolo
sulla base del criterio del minor prezzo ovvero, previa motivazione, sulla base del criterio dell’offerta
economicamente più vantaggiosa.

E poi per terminare è stato cancellato il limite di peso nell’ OEPV tanto che il comma 10 bis del 95 non impone più il tetto massimo al 30 % della componente economica., appresso la norma novellata

10-bis. La stazione appaltante, al fine di assicurare l’effettiva individuazione del miglior rapporto qualità/prezzo, valorizza gli elementi qualitativi dell’offerta e individua criteri tali da garantire un confronto concorrenziale effettivo sui profili tecnici.

Ovviamente ci saranno degli aggiornamenti …. a presto e ricordatevi che da oggi in poi, solo se lo volete “A carne ‘a sotto e i maccarùne ‘a coppa”

PROCEDURA PER FARE UNA RDO APERTA.

 

Nell’ultimo post per risolvere il problema della rotazione degli inviti ho consigliato la procedura RDO aperta ( che ripeto non è una RDO aperta a tutti gli OE iscritti al MEPA, ma una RDO visibile anche a chi ancora non è iscritto , visibile a tutti gli OE ancor prima di autentificarsi in acquistinretepa.it

Ora vediamo con pochi e semplici passaggi come gestire la RDO APERTA sul portale della Consip, in questo post tralascerò le formule di rito, che restano invariate, tratterò solo i semplici passaggi procedurali.

L’OBIETTIVO finale sarà quello di fare apparire la nostra RDO ( perchè si gestisce proprio come una RDO tradizionale ) in questo link :

ed arrivare quindi qui :

Per prima cosa occorre autentificarsi come PO , successivamente cercare il prodotto/servizio da trattare, ad esempio DPI ( Dispositivi per la sicurezza ).

Eventualmente gioco un poco sui filtri per cercare più agevolmente il prodotto/servizio che mi interessa

ed aggiungo in carrello il prodotto che voglio trattare

dal carrello vado a creare una RDO

E qui farò attenzione nella casella di Modalità di selezione dei fornitori da invitare a selezionare RDO aperta, immediatamente il sistema mi fornirà il seguente allert

“Se scegli l’opzione APERTA, la RDO (i suoi dettagli e la documentazione allegata) sarà visibile su www.acquistinretepa.it e potrà sottomettere la propria offerta qualunque concorrente che consegua le necessarie abilitazioni (alla/e categoria/e oggetto della RdO) entro i termini di presentazione dell’offerta”

PROPRIO QUELLO CHE VOGLIAMO !!!!, continuiamo nei soliti modi ,clicchiamo su salva e procedi e visualizzeremo il solito FORMAT al quale già siamo abituati

Alla prossima, ciao ciao

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Iiitalia SI, Italia No..RRROtazione Si rotazione NO, la terra dei CACHI. PITTA SALENTINA e PIADINA ROMAGNOLA.

 

 

Nell’attesa di approfondire la nuova LLGG 4 Anac, ed il recepimento del concetto del bagattellare ( articolo 1 comma 130 L 145/18) alle procedure super semplificate ( affidamento e contrarre in un unico atto) , facciamo un breve riepilogo giurisprudenziale sulla rotazione ( degli inviti ).

Premettendo che motivare l’affidamento ( diretto o negoziato, lett a o b ) è sempre evento eccezionale e mai la norma ( e se per anni rinnovo sempre eccezionalmente posso avere qualche problemino ) , vi ricordo che quando vado in MEPA è importante tenere conto di due cose :

  • l’articolo 53 comma 3 delle regole e-procurement prevede l’obbligo del pagamento dell’imposta di bollo e che responsabile della riscossione è la PA che ne bandisce la negoziazione .
  • quando utilizzo la lettera b dell’articolo 36 comma 2 è sempre prevista la garanzia provvisoria ( Delibera 140/19 ANAC) vedi post

Ora un poco di TAR, partiamo dal Salento con la sentenza 1322/2018 TAR LECCE, ove chiarisce che l’invito a rispondere ad una RDO ove sono invitati tutti gli operatori, anche l’affidatario uscente, non equivale a procedura aperta ex articolo 60, per un motivo semplice l’apertura pensata dal legislatore non può precludersi agli operatori del mercato elettronico, l’apertura deve essere per tutti , intra ed extra MEPA.

Diametralmente opposta sembra e sottolineo S E M B R A la decisione del TAR Bologna 519/18, analizziamola bene e capiamone la forte differenza.

Il TAR Romagnolo non vede nessuna lesione della concorrenza in forza del vantaggio dell’operatore uscente se prima della RDO del MEPA c’è manifestazione d’interesse pubblicata sul profilo del committente ai sensi del combinato articolo 29 codice dei contratti e 37 FOIA.

Successivamente , dando almeno 15 giorni, procedo ad una richiesta di RDO allargata dai potenziali concorrenti che nel frattempo possono essersi inseriti in MEPA, e non escludo dall’invito l’uscente che ha richiesto di essere invitato.

Sembra una lotta culinaria, chi vince tra la PITTA salentina e la PIADINA romagnola ? …. the WINNER IS ….

 

 

 

…..In medio stat virtus , sfruttiamo un’altra opportunità ed andiamo tranquilli, la funzione RDO APERTA del MEPA.

Questo sistema a differenza delle RDO ( chiuse ) ed allargate a tutti gli operatori crea un AVVISO accessibile a tutti, non solo agli iscritti al sistema di e – procurement, quindi non lesivo della concorrenza , a mio modesto parere è la migliore soluzione auspicabile anche perchè convergente all’articolo 58 del codice dei contratti che riporto

Art. 58 (Procedure svolte attraverso piattaforme telematiche di negoziazione) 1. Ai sensi della normativa vigente in materia di documento informatico e di firma digitale, nel rispetto dell’articolo 52 e dei principi di trasparenza, semplificazione ed efficacia delle procedure, le stazioni appaltanti ricorrono a procedure di gara interamente gestite con sistemi telematici nel rispetto delle disposizioni di cui al presente codice. L’utilizzo dei sistemi telematici non deve alterare la parita’ di accesso agli operatori o impedire, limitare o distorcere la concorrenza o modificare l’oggetto dell’appalto, come definito dai documenti di gara. 2. Le stazioni appaltanti possono stabilire che l’aggiudicazione di una procedura interamente gestita con sistemi telematici avvenga con la presentazione di un’unica offerta ovvero attraverso un’asta elettronica alle condizioni e secondo le modalita’ di cui all’articolo 56. 3. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 19 APRILE 2017, N. 56)). 4. Il sistema telematico crea ed attribuisce in via automatica a ciascun operatore economico che partecipa alla procedura un codice identificativo personale attraverso l’attribuzione di userID e password e di eventuali altri codici individuali necessari per operare all’interno del sistema. 5. Al momento della ricezione delle offerte, la stazione appaltante trasmette in via elettronica a ciascun concorrente la notifica del corretto recepimento dell’offerta stessa. 6. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 19 APRILE 2017, N. 56)). 7. Conclusa la procedura di cui al comma 6, il sistema telematico produce in automatico la graduatoria. 8. Le procedure di gara interamente gestite con sistemi telematici possono essere adottate anche ai fini della stipula delle convenzioni di cui all’articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488. 9. Le tecnologie sono scelte in modo tale da assicurare l’accessibilita’ delle persone con disabilita’, conformemente agli standard europei. 10. L’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID) emana, entro il 31 luglio 2016, regole tecniche aggiuntive per garantire il colloquio e la condivisione dei dati tra i sistemi telematici di acquisto e di negoziazione.

come dire in un solo colpo risolviamo i problemi della rotazione , della gara telematica e compagnia bella, eh si la coppa di vincitore va alla tranquillità della gestione tramite procedura telematica ex articolo 58.

 

ed ecco a voi la coppa….

Le novità sul codice dei contratti pubblici , tra le quali la modifica dell’articolo 1 comma 450 L.296/06.INNALZAMENTO DAI 1000 AI 5000 EURO

Eravamo abituati a tante modifiche al codice degli appalti, dirette ed indirette , non perdiamo questa  malsana abitudine, infatti anche il decreto sicurezza ha modificato il codice , e soprattutto è ormai certo che il codice verrà sostituito entro un anno, ma andiamo per ordine e leggete tutto il post, ci sono delle sorprese, vi anticipo solo che si ritornerà entro 24 mesi alla vecchia architettura, codice più regolamento.

La prima modifica, tanto reclamata ma nei fatti superflua è quella contenuta nel DL 135/18, c.d. semplificazione.

In realtà il decreto uniforma l’articolo 80 del d.lgs 50/16 all’articolo ispiratore della direttiva 2014/24/UE, il 57 comma 4.

La lettera c del quinto comma dell’articolo 80 infatti viene sdoppiata in 5 bis e 5 ter e spalmati diversamene i reati fiscali ( D.Lgs 74/00 ), contro l’industria e commercio tra quelli presupposto ex D.Lgs 231/00 ed anche reati urbanistici.

Tuttavia conviene attendere la pubblicazione delle Linee Guida n. 6 ANAC per avere una visione organica dell’impatto organizzativo sui motivi di esclusione da parte della SA .

Modifiche indirette al codice dei contratti pubblici sono state apportate anche dalla conversione del decreto sicurezza come da L. 132/18.

La norma disciplina, con modi molto persuasivi, il sub-appalto non autorizzato portandolo da contravvenzione a delitto .

Ed ora veniamo alle novità più importanti, quelle contenute nella L. 145/2018, Previsione per il 2019 ( STABILITÀ ).

La modifica maggiormente apprezzata nel lavoro quotidiano è senza dubbio l’innalzamento della soglia per gli acquisti c.d. bagatellari, infatti leggiamo all’articolo 1 comma 130 della L. 145/18 TROVIAMO

“All’articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole: « 1.000 euro », ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: « 5.000 euro ». “

E’ evidente che tale innalzamento comporta che fino alla soglia di 5.000 euro non si applicano le procedure dell’articolo 40 del D.lgs 50/16, cfr anche la dichiarazione ANAC del 30 Ottobre 2018 ed il post immediatamente riportato.

Un’altra facilitazione che contiene la L. 145 è quella del comma 912 del primo articolo che innalza l’affidamento diretto dei lavori a 150.000 Euro.

“Nelle more di una complessiva revisione del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, fino al 31 dicembre 2019, le stazioni appaltanti, in deroga all’articolo 36, comma 2, del medesimo codice, possono procedere all’affidamento di lavori di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro mediante affidamento diretto previa consultazione, ove esistenti, di tre operatori economici e mediante le procedure di cui al comma 2, lettera b), del medesimo articolo 36 per i lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 350.000 euro.”

E qui viene il bello !!!!

Il disegno di legge che entro 12 mesi delega al governo la riscrittura del Codice dei contratti pubblici ed entro 24 mesi uno o più regolamenti attuativi… a presto sulle ulteriori modifiche della legge di STABILITA’ per il 2019.

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Procedure Elettroniche dopo il 18/10/2018 -FOCUS

In attesa di intervento chiarificatore dell'ANAC, ulteriore a successivo a quello del 30/10/2018, continuiamo dopo il post già pubblicato ad approfondire le procedure .

 Art. 40 
 
 
(Obbligo  di  uso  dei  mezzi  di  comunicazione  elettronici   nello
             svolgimento di procedure di aggiudicazione) 
 
  1. Le comunicazioni e gli scambi di informazioni nell'ambito  delle
procedure di cui al presente codice svolte da centrali di committenza
sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici ai sensi
dell'articolo 5-bis del decreto legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,
Codice dell'amministrazione digitale. 
  2. A decorrere dal 18 ottobre 2018, le comunicazioni e  gli  scambi
di informazioni nell'ambito delle procedure di cui al presente codice
svolte dalle stazioni appaltanti sono eseguiti utilizzando  mezzi  di
comunicazione elettronici. 

leggendo il 40 è chiaro il rimando  ad altre due norme, il 52 degli appalti e soprattutto il 5 bis del CAD.

 

 Art. 52 
 
 
               (Regole applicabili alle comunicazioni) 
 
  1.  Nei  settori  ordinari  e  nei  settori  speciali,   tutte   le
comunicazioni e gli scambi di informazioni di cui al presente  codice
sono eseguiti  utilizzando  mezzi  di  comunicazione  elettronici  in
conformita' con quanto disposto dal presente comma e dai commi da 2 a
9, nonche' dal Codice dell'amministrazione digitale di cui al decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Gli strumenti  e  i  dispositivi  da
utilizzare per comunicare per via elettronica,  nonche'  le  relative
caratteristiche tecniche, hanno carattere non  discriminatorio,  sono
comunemente disponibili e compatibili con i prodotti TIC generalmente
in uso e  non  limitano  l'accesso  degli  operatori  economici  alla
procedura di aggiudicazione. In deroga al primo e secondo periodo, le
stazioni  appaltanti  non  sono  obbligate  a  richiedere  mezzi   di
comunicazione   elettronici   nella   procedura   di    presentazione
dell'offerta esclusivamente nelle seguenti ipotesi: 
  a) a causa della natura specialistica dell'appalto, l'uso di  mezzi
di  comunicazione  elettronici  richiederebbe  specifici   strumenti,
dispositivi o formati di file che non sono in  genere  disponibili  o
non sono gestiti dai programmi comunemente disponibili; 
  b) i programmi in grado di gestire i  formati  di  file,  adatti  a
descrivere l'offerta,  utilizzano  formati  che  non  possono  essere
gestiti mediante altri programmi aperti  o  generalmente  disponibili
ovvero sono protetti da licenza di proprieta' esclusiva e non possono
essere messi a disposizione per essere scaricati o per farne  un  uso
remoto da parte della stazione appaltante; 
  c)  l'utilizzo  di  mezzi  di  comunicazione  elettronici  richiede
attrezzature specializzate per ufficio  non  comunemente  disponibili
alle stazioni appaltanti; 
  d) i documenti di gara richiedono la presentazione  di  un  modello
fisico o in scala ridotta che non puo' essere trasmesso per mezzo  di
strumenti elettronici; 
  e) l'uso di mezzi di comunicazione diversi dai mezzi elettronici e'
necessario a causa di una violazione della  sicurezza  dei  mezzi  di
comunicazione elettronici ovvero per la protezione di informazioni di
natura particolarmente sensibile che richiedono un  livello  talmente
elevato di protezione da non  poter  essere  adeguatamente  garantito
mediante l'uso degli strumenti e  dispositivi  elettronici  che  sono
generalmente a disposizione degli operatori economici o  che  possono
essere messi loro a disposizione mediante  modalita'  alternative  di
accesso ai sensi del comma 6. 
  2. Nei casi in cui  non  sono  utilizzati  mezzi  di  comunicazione
elettronici ai sensi del terzo periodo del comma 1, la  comunicazione
avviene per posta o altro idoneo supporto ovvero  mediante  una  loro
combinazione. 
  3. Le stazioni appaltanti indicano nella relazione unica  i  motivi
per cui l'uso di mezzi di comunicazione diversi dai mezzi elettronici
e' stato ritenuto necessario  in  applicazione  del  comma  1,  terzo
periodo. 
  4. In deroga ai commi da 1 a 3, la comunicazione orale puo'  essere
utilizzata in relazione a comunicazioni diverse  da  quelle  relative
agli elementi essenziali  della  procedura  di  appalto,  purche'  il
contenuto della comunicazione orale sia sufficientemente documentato.
A tal fine,  gli  elementi  essenziali  della  procedura  di  appalto
includono i documenti di gara, le  richieste  di  partecipazione,  le
conferme di interesse e le offerte. In particolare, le  comunicazioni
orali con offerenti che potrebbero  incidere  significativamente  sul
contenuto e la valutazione delle offerte sono documentate  in  misura
sufficiente e con mezzi adeguati. 
  5. In tutte le  comunicazioni,  gli  scambi  e  l'archiviazione  di
informazioni, le stazioni appaltanti  garantiscono  che  l'integrita'
dei  dati  e  la  riservatezza  delle  offerte  e  delle  domande  di
partecipazione siano mantenute. ((Esse esaminano)) il contenuto delle
offerte e delle domande di partecipazione soltanto dopo  la  scadenza
del termine stabilito per la loro presentazione. 
  6. Le stazioni appaltanti possono, se necessario, richiedere  l'uso
di strumenti e dispositivi che in genere non sono disponibili, ma, in
tale caso, offrono modalita' alternative di  accesso.  Sono  adeguate
modalita' alternative di accesso quelle che: 
  a)  offrono gratuitamente un accesso completo, illimitato e diretto
per via elettronica a tali strumenti e dispositivi a decorrere  dalla
data di pubblicazione dell'avviso,  conformemente  all'allegato  V  o
dalla data di invio dell'invito  a  confermare  interesse.  Il  testo
dell'avviso o dell'invito a confermare interesse  indica  l'indirizzo
Internet  presso  il  quale  tali  strumenti   e   dispositivi   sono
accessibili; 
  b)  assicurano che  gli  offerenti,  che  non  hanno  accesso  agli
strumenti e ai dispositivi in questione o non hanno  la  possibilita'
di  ottenerli  entro  i  termini  pertinenti,  a  condizione  che  la
responsabilita'   del   mancato   accesso   non   sia    attribuibile
all'offerente interessato, possano accedere alla procedura di appalto
utilizzando credenziali temporanee elettroniche per un'autenticazione
provvisoria fornite gratuitamente online; 
  c) offrono un canale alternativo per la  presentazione  elettronica
delle offerte. 
  7. Le  amministrazioni  aggiudicatrici  e  gli  enti  aggiudicatori
possono  imporre  agli  operatori  economici  condizioni   intese   a
proteggere il carattere di  riservatezza  delle  informazioni  che  i
predetti soggetti rendono disponibili durante tutta la  procedura  di
appalto. 
  8. Oltre ai requisiti di cui all'allegato XI, agli strumenti  e  ai
dispositivi di trasmissione e di ricezione elettronica delle  offerte
e  di  ricezione  elettronica  delle  domande  di  partecipazione  si
applicano le seguenti regole: 
  a) le stazioni  appaltanti  mettono  a  disposizione  dei  soggetti
interessati le informazioni sulle specifiche per la presentazione  di
offerte e domande di partecipazione per via elettronica, compresa  la
cifratura e la datazione; 
  b)  le stazioni appaltanti  specificano  il  livello  di  sicurezza
richiesto per i mezzi di comunicazione elettronici da utilizzare  per
le varie fasi della  procedura  d'aggiudicazione  degli  appalti.  Il
livello e' proporzionato ai rischi connessi; 
  c) qualora ritengano che il livello dei rischi, valutato  ai  sensi
della lettera b), sia tale che  sono  necessarie  firme  elettroniche
avanzate, come definite nel Codice dell'amministrazione  digitale  di
cui  al  decreto  legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  le  stazioni
appaltanti accettano le firme  elettroniche  avanzate  basate  su  un
certificato  qualificato,  considerando  se  tali  certificati  siano
forniti da un prestatore di servizi di certificazione presente in  un
elenco  di  fiducia  di  cui   alla   decisione   della   Commissione
2009/767/CE, create con o senza dispositivo per la creazione  di  una
firma sicura alle seguenti condizioni: 
  1) le stazioni  appaltanti  stabiliscono  il  formato  della  firma
elettronica avanzata sulla base dei formati  stabiliti  nelle  regole
tecniche  adottate  in  attuazione  del  Codice  dell'amministrazione
digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e attuano
le misure necessarie per poterli elaborare; qualora sia utilizzato un
diverso formato di firma  elettronica,  la  firma  elettronica  o  il
supporto  del  documento  elettronico  contiene  informazioni   sulle
possibilita' di convalida esistenti.  Le  possibilita'  di  convalida
consentono  alla  stazione  appaltante  di   convalidare   on   line,
gratuitamente e in modo comprensibile per i non madrelingua, le firme
elettroniche ricevute come firme elettroniche avanzate basate  su  un
certificato  qualificato.  Le   stazioni   appaltanti,   tramite   il
coordinamento della  Cabina  di  regia,  comunicano  le  informazioni
relative al  fornitore  di  servizi  di  convalida  alla  Commissione
europea che le pubblica su internet; 
  2) in caso di offerte firmate con il  sostegno  di  un  certificato
qualificato in un elenco  di  fiducia,  le  stazioni  appaltanti  non
applicano ulteriori requisiti che potrebbero ostacolare l'uso di tali
firme da parte degli offerenti. 
  9. Riguardo ai documenti utilizzati nel contesto di  una  procedura
di appalto che sono firmati dall'autorita' competente o da  un  altro
ente responsabile del rilascio, l'autorita' o  l'ente  competente  di
rilascio puo' stabilire il formato della firma  elettronica  avanzata
in conformita' ai requisiti previsti dalle regole  tecniche  adottate
in attuazione del Codice  dell'amministrazione  digitale  di  cui  al
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Essi si dotano delle  misure
necessarie per  trattare  tecnicamente  tale  formato  includendo  le
informazioni necessarie ai  fini  del  trattamento  della  firma  nei
documenti  in  questione.  Tali  documenti  contengono  nella   firma
elettronica o nel supporto del documento elettronico possibilita'  di
convalida  esistenti  che  consentono   di   convalidare   le   firme
elettroniche ricevute on line, gratuitamente e in modo  comprensibile
per i non madre lingua. 
  10. Per le concessioni, fatti salvi i casi in cui l'uso  dei  mezzi
elettronici e' obbligatorio ai sensi del presente codice, le stazioni
appaltanti possono  scegliere  uno  o  piu'  dei  seguenti  mezzi  di
comunicazione  per  tutte  le   comunicazioni   e   gli   scambi   di
informazioni: 
  a)  mezzi elettronici; 
  b)  posta; 
  c)   comunicazione  orale,  anche  telefonica,  per   comunicazioni
diverse da quelle aventi ad oggetto gli elementi  essenziali  di  una
procedura di aggiudicazione di una concessione e purche' il contenuto
della comunicazione orale  sia  sufficientemente  documentato  su  un
supporto durevole; 
  d)  la consegna a mano comprovata da un avviso di ricevimento. 
  11. Nei casi di cui al comma 10, il mezzo di  comunicazione  scelto
deve essere comunemente disponibile e non discriminatorio e non  deve
limitare  l'accesso  degli  operatori  economici  alla  procedura  di
aggiudicazione della concessione. Gli strumenti e  i  dispositivi  da
utilizzare per comunicare per via elettronica,  nonche'  le  relative
caratteristiche tecniche, devono essere interoperabili con i prodotti
della tecnologia dell'informazione e della comunicazione  comunemente
in uso. 
  12. Alle concessioni ((si applicano i commi 5 e 7)). 

 

Vediamo ora il 5 bis del CAD che come sempre considero strumentale ad ogni procedimento.



 Art. 5-bis 
      (Comunicazioni tra imprese e amministrazioni pubbliche). 
 
  1. La presentazione di istanze, dichiarazioni, dati e lo scambio di
informazioni e documenti, anche a fini statistici, tra le  imprese  e
le amministrazioni pubbliche avviene  esclusivamente  utilizzando  le
tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Con  le  medesime
modalita' le amministrazioni pubbliche adottano e comunicano  atti  e
provvedimenti amministrativi nei confronti delle imprese. 
  2. Con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  su
proposta   del   Ministro   per   la   pubblica   amministrazione   e
l'innovazione, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e
con il Ministro per la semplificazione normativa,  sono  adottate  le
modalita'  di  attuazione  del  comma  1  da  parte  delle  pubbliche
amministrazioni centrali e fissati i relativi termini. 
  3. ((AgID)), anche avvalendosi degli uffici di cui all'articolo 17,
provvede  alla  verifica  dell'attuazione  del  comma  1  secondo  le
modalita' e i termini indicati nel decreto di cui al comma 2. 
  4. Il Governo promuove l'intesa con regioni ed enti locali in  sede
di Conferenza unificata per l'adozione  degli  indirizzi  utili  alla
realizzazione delle finalita' di cui al comma 1. 

Come ulteriore riferimento per capire cosa si intende per procedura telematica è importante il CdS n. 4050 del 2016 che crea una discriminante importante , non basta l'utilizzo non armonico degli strumenti del CAD ( Firma, PEC , Mt etc ), ma è necessaria una piattaforma capace di gestire le procedure ed automatizzare le proposte discrezionali ed inoltre detti dall'alto i tempi di apertura, invito, caricamento etc etc. Allego la sentenza.

E' importante ribadire che vige ancora l'articolo 1 comma 450 della L. 296/06.

Una cosa importante da chiarire è che il 18 ottobre è entrato in vigore solo l'articolo 40 del D.lgs 50/2016 e non il 44 , per il quale siamo in attesa di ulteriori disposizioni e regole tecniche.

Per riepilogare , e soprattutto tranquilizzare ricordo che sarà tutto piû semplice quando l'ANAC finalmente farà partire la BDNOE, nel frattempo si dovranno utilizzare  le solite procedure e... come sempre nulla di nuovo , occorre solo applicare il combinato articolo 29 del D.lgs 50/16 e 37 del D.lgs 33/13 tenendo conto del CAD.

Tutti i miei clienti otterranno nella relazione finale i GDPR-ACCESSIBILITA'-TRASPARENZA una relazione puntuale sullo stato degli adempimenti.

Tempo stimato.... BEFANA 2019.

Buona Digital Commedia.

 

 

La programmazione biennale degli acquisti di beni e servizi. art 21 D.Lgs 50/16 e decreto MIT 14/2018

Con il decreto MIT del 16/01/18, il  numero 14 , si rende finalmente operativo l'articolo 21 del D.Lgs 50/16, sarà infatti questo il primo anno di programmaizone economica degli acquisti di beni e servizi  su base biennale.

Analizziamo qualche aspetto dell'articolo 21 .

 Art. 21 
 
 
(( (Programma degli acquisti e programmazione dei lavori pubblici) )) 
 
  1. Le amministrazioni aggiudicatrici adottano il programma biennale
degli acquisti di beni e servizi e il programma triennale dei  lavori
pubblici, nonche' i relativi aggiornamenti annuali. I programmi  sono
approvati nel rispetto dei documenti programmatori e in coerenza  con
il  bilancio  ((e,  per  gli  enti  locali,  secondo  le  norme   che
disciplinano la programmazione economico-finanziaria degli enti)). 

Al primo comma è chiaro che gli strumenti propri dell programmazioen restano incardinati sulle norme specifiche, infatti l'obbligatorietà della programmazione del D.lgs 50/16 spinge ad uniformare i soli processi di pubbicazione senza incidere, ovviamente sugli strumenti propri di ogni Ente .

Inoltre occorre evidenziare che l'obbligo è delle amministrazini aggiudicatrici e non delle singole SA , quindi in caso di Enti complessi costituiti da più SA la programmazione deve essere aggregata ai fini dell'articolo 21, si pensi a strutture complesse come le aziende sanitarie od enti locali .

Ovviamente nella prorammazione dei beni e dei servizi dell'area ICT occorre tenere conto dell'articolo 1 comma 513 della L. 208/15, che riporto per semplicità di lettura :

L'Agenzia per l'Italia digitale  (Agid)  predispone  il  Piano
triennale per l'informatica nella  pubblica  amministrazione  che  e'
approvato dal Presidente del Consiglio dei ministri  o  dal  Ministro
delegato. Il Piano contiene, per ciascuna amministrazione o categoria
di amministrazioni, l'elenco dei beni  e  servizi  informatici  e  di
connettivita' e dei relativi costi, suddivisi in spese  da  sostenere
per innovazione  e  spese  per  la  gestione  corrente,  individuando
altresi' i beni e servizi la  cui  acquisizione  riveste  particolare
rilevanza strategica. 

 

E' anche opprotuno non considerare la programmazione come un peso ulteriore, un atto programmatico sterile e foriero di problemi applicativi, deve essere vista come strumento di budget e di razionalizzazione, programmiamo bene ed iniziamo anche a qualificare i possibili OE per avere un lavoro in discesa, leghiamo quindi la programmazione biennale con la progettazione degli acquisti ( e restando sembre in ambito di informatica giuridica chiedete sempre aiuto al vostro RTD ).

Vediamo ora lo strumento del MIT attuativo dell'articolo 21, cioè l'articolo 6 del decreto 14/18.

 Art. 6 
 
 
Contenuti, ordine di priorita' del programma biennale degli  acquisti
                       di forniture e servizi 
 
  1. Le amministrazioni, secondo i propri ordinamenti e  fatte  salve
le competenze legislative  e  regolamentari  delle  regioni  e  delle
province autonome  in  materia,  adottano,  nel  rispetto  di  quanto
previsto dall'articolo 21, comma 1, secondo periodo, del  codice,  il
programma biennale degli acquisti di forniture e  servizi  nonche'  i
relativi elenchi annuali e aggiornamenti  annuali  sulla  base  degli
schemi-tipo allegati al presente decreto  e  parte  integrante  dello
stesso.  Le  amministrazioni,  ai  fini  della  predisposizione   del
programma biennale degli  acquisti  di  forniture  e  servizi  e  dei
relativi elenchi annuali e  aggiornamenti  annuali,  consultano,  ove
disponibili,  le  pianificazioni   delle   attivita'   dei   soggetti
aggregatori e delle  centrali  di  committenza,  anche  ai  fini  del
rispetto degli obblighi di utilizzo di strumenti  di  acquisto  e  di
negoziazione  previsti  dalle  vigenti  disposizioni  in  materia  di
contenimento della spesa. 
  2. Gli schemi-tipo per la programmazione biennale degli acquisti di
forniture e servizi di cui  all'Allegato  II  sono  costituiti  dalle
seguenti schede: 
    a) A: quadro delle risorse necessarie alle acquisizioni  previste
dal programma, articolate per annualita' e fonte di finanziamento; 
    b) B: elenco degli acquisti del programma con  indicazione  degli
elementi essenziali per la loro  individuazione.  Nella  scheda  sono
indicati le forniture e i servizi connessi ad un lavoro di  cui  agli
articoli da 3 a 5, riportandone il relativo CUP, ove previsto; 
    c)  C:  elenco   degli   acquisti   presenti   nella   precedente
programmazione biennale nei casi previsti dal comma  3  dell'articolo
7. 
  3. I soggetti  che  gestiscono  i  siti  informatici  di  cui  agli
articoli 21, comma 7 e 29 del codice,  assicurano  la  disponibilita'
del  supporto  informatico  per  la  compilazione  degli  schemi-tipo
allegati al presente decreto. 
  4. Ogni acquisto di forniture e servizi riportato nel programma  di
cui al comma 1 e' individuato univocamente dal CUI. Per ogni acquisto
per il quale e' previsto, e' riportato  il  CUP.  Entrambi  i  codici
vengono mantenuti nei programmi  biennali  nei  quali  l'acquisto  e'
riproposto, salvo modifiche sostanziali del progetto che ne  alterino
la possibilita' di precisa individuazione. 
  5. Per gli acquisti di cui al comma 1, nel programma biennale  sono
riportati  gli  importi  degli  acquisti  di  forniture   e   servizi
risultanti dalla  stima  del  valore  complessivo,  ovvero,  per  gli
acquisti di forniture e servizi ricompresi nell'elenco  annuale,  gli
importi del prospetto economico delle acquisizioni medesime. 
  6. Il programma biennale contiene altresi'  i  servizi  di  cui  al
comma  11  dell'articolo  23  del   codice   nonche'   le   ulteriori
acquisizioni di forniture e servizi connessi  alla  realizzazione  di
lavori previsti nella programmazione triennale dei lavori pubblici  o
di  altre  acquisizioni  di  forniture  e  servizi   previsti   nella
programmazione biennale. Gli importi relativi  a  tali  acquisizioni,
qualora  gia'  ricompresi  nell'importo  complessivo  o  nel   quadro
economico del lavoro o acquisizione ai quali sono connessi, non  sono
computati ai fini della quantificazione delle risorse complessive del
programma di cui alla scheda A dell'Allegato II. 
  7. Le acquisizioni di forniture e servizi di cui al  comma  6  sono
individuate da un proprio CUI e sono associate al CUI e al  CUP,  ove
previsto, del lavoro o dell'acquisizione al quale sono connessi. 

 

Quest'articolo che sembra complicarci la vita, beh, forse lo fa , ci rende gli strumenti di lavoro necessari per adempiere alla pubblicazione della programmazione, e soprattutto introduce un nuovo identificativo , il Codice Unico di Intervento ( CUI ) che può essere anche associato al più noto e rognoso Codice Unico Progetto ( CUP ) del CIPE.

Analizziamo un solo istante il formalismo del CUI, tanto sarà un nuovo codice col quale lavoreremo, è costituito da una lettera ( F di forniture o S di servizi ) , il CF dell'amministrazione aggiudicatrice, l'anno dell'intervento programmato ed un progressivo in ragione naturale .

Ritornando al sesto articolo del decreto MIT 14/18 , vi troviamo lo strumento fondamentale della programmazione biennale, l'allegato2 , costiutito da tre schede di lavoro, A,B e C, vediamole :

 

Il primo passo compilativo della scheda, poi vediamo tecnicamente come fare,  ha valore di armonizzazione con il piano strategico dell'ente e con il documento di programmazione tradizionale, si tratta in esrema sintesi delle fonti di coperture normali e meno ( 191 del 50 ed articolo 3 DL 310/90 entrate su gestione del patrimonio immobiliare) .

 

La scheda B, esplode ed analizza quanto gestito solo come flusso di cassa dalla scheda A, analizziamo solo qualche particolarità :

- CUI, già trattato , sarà un nuovo caro amico

- Prima annualità .... , la prima volta che appare nel piano ex articolo 21

- Annualità nella quale si prevede di dare avvio, in sintesi l'anno in cui si procederà a determinare

-  CUP, qualora il bene / servizio sia assoggettato al CUP ( sia master che proprio) , il sistema MIT è collegato al CIPE, quindi ci sono i controlli   incrociati tra CUI e CUP, ovviamente il CUP non è obbligatorio qualora non ricorrano gli estremi dell'articolo 11 della L. 3/3003 e deliberazione CIPE 24/2004.

- Acquisto ricompreso.... e CUI , evidentemente sono legati e serve per alcuni scomputi al fine della quadratura e dell'armonizzazione

- CPV , attenzione è sempre fastidioso individuare il CPV, se soggetto a CUP confrontore con il CUP generato

- Livello di priorità , riporto il decimo comma dell'articolo 6 decreto MIT 14/18

10. Il programma biennale degli acquisti  di  forniture  e  servizi
riporta l'ordine di priorita'. Nell'ambito  della  definizione  degli
ordini di priorita' le amministrazioni individuano come prioritari  i
servizi  e  le  forniture  necessari  in  conseguenza  di   calamita'
naturali, per garantire gli interessi pubblici primari, gli  acquisti
aggiuntivi per il completamento di forniture o  servizi,  nonche'  le
forniture e i servizi cofinanziati con fondi europei, e le  forniture
e i servizi per i quali ricorra la possibilita' di finanziamento  con
capitale privato maggioritario. 

I campi sopra descritti sono solo quelli critici, gli altri richiedono informazioni ormai comuni.

Ultima precisazione sulla scheda B dell'allegato 2, qualora si faccia ricorso alle CUC occorre nel rigo di riferimento dell'acquisto inserire il codice AUSA.

 

La scheda C dell'allegato 2 sarà da utilizzare nell'invio del 2019 per rettificare il piano 2018-2020.

 

Ora cerchiamo operativamente di capire come proseguire.

Prima cosa, puntare su www.serviziocontrattipubblici.it e registrarsi .

 

Appare l'avviso per i vecchi registrati ad AliProg4

ATTENZIONE: il servizio AliProg4 è stato dismesso!

Gli utenti che hanno utilizzato AliProg4 per la pubblicazione sul servizio SCP e risultano abilitati al servizio ad agosto 2018, possono accedere direttamente dai link sotto elencati al nuovo servizio Programmazione. Troveranno nel nuovo sistema i dati dei programmi pregressi.

Gli utenti che hanno utilizzato AliProg4 per l'esportazione del file XML potranno accedervi ancora da qui fino a dicembre 2018, per recuperare gli eventuali dati esportandoli in formato XML. Oltre tale periodo il servizio verrà definitivamente dismesso e non saranno più recupeabili i dati.

Poi selezioniamo la regione di appartenenza della PA

 

Ed indichiamo che si tratta di una nuova registrazione o subentro

 

A questo punto si procede con la compilazione dei form necessaria a generare il file da firmare digitalmente e caricare sul sistema.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Terminata la fase di reigistrazione si può accedere all'applicativo MIT

 

Nell'applicativo occorre inserire il nuovo acquisto e compilare le diverse schermate ( che andranno a generare le schede A e B dell'allegato 2)

 

Come si può vedere il sistema insiste molto sulla differenza tra le voci ecomoniche e finanziarie di progetto e programmazione per una migliori gestione del bilancio pervisionale ( di raccordo ).

Ad ogni inserimento conviene utilizzare la procedure CONTROLLO DATI INSERITI, il report che ne esce è davvero utile

 

Terminate le fasi di inserimento del progetto ( A ) e degli investimenti prospettici ( B ) si può procedere con la funzione di pubblicazione con il tasto PUBBLICA

 

ricordando però che la pubblicazione avviene solo sul SCP e che sarà nostro onere pubblicare anche sulla nostra amministrazione trasparente utilizzando anche il sistema di restituzione di link ex articolo 9 bis comma 2 d.lgs 33/13.

Per la pubblicazione triennale dei lavori , cambiano i link ma le procedure sono le stesse ed occorre fare riferimento all'allegato 1 del decreto MIT.

In allegato il MIT 14/2018.

Vista la fretta il presente è da considerarsi come bozza ( per gli errori di digitazione che non ho voglia di controlalre ) .

In caso di dubbi , i miei contatti li conoscete.

Buon ponte di ognissanti, forse leggendo il post qualche santo verrà evocato.

QUALCHE CHIARIMENTO SULLA SCADENZA DEL 18 OTTOBRE SUGLI ARTICOLI 40 E 52 DEL CODICE APPALTI, LA DEMATERIALIZZAZIONE DEI PROCESSI.

OGGI,  18 Ottobre entra in vigore l'articolo 40 del D.lgs 50/16.

Art. 40 (Obbligo di uso dei mezzi di comunicazione elettronici nello svolgimento di procedure di aggiudicazione) 1. Le comunicazioni e gli scambi di informazioni nell'ambito delle procedure di cui al presente codice svolte da centrali di committenza sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici ai sensi dell'articolo 5-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, Codice dell'amministrazione digitale. 2. A decorrere dal 18 ottobre 2018, le comunicazioni e gli scambi di informazioni nell'ambito delle procedure di cui al presente codice svolte dalle stazioni appaltanti sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici.
      Art. 40 
 
 
(Obbligo  di  uso  dei  mezzi  di  comunicazione  elettronici   nello
             svolgimento di procedure di aggiudicazione) 
 
  1. Le comunicazioni e gli scambi di informazioni nell'ambito  delle
procedure di cui al presente codice svolte da centrali di committenza
sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici ai sensi
dell'articolo 5-bis del decreto legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,
Codice dell'amministrazione digitale. 
  2. A decorrere dal 18 ottobre 2018, le comunicazioni e  gli  scambi
di informazioni nell'ambito delle procedure di cui al presente codice
svolte dalle stazioni appaltanti sono eseguiti utilizzando  mezzi  di
comunicazione elettronici. 

Le comunicazione ed i mezzi di comunicazione elttronici sono quelli disciplinati dall'articolo 52 che richiama ovviamente i proncipi del CAD

  Art. 52 
 
 
               (Regole applicabili alle comunicazioni) 
 
  1.  Nei  settori  ordinari  e  nei  settori  speciali,   tutte   le
comunicazioni e gli scambi di informazioni di cui al presente  codice
sono eseguiti  utilizzando  mezzi  di  comunicazione  elettronici  in
conformita' con quanto disposto dal presente comma e dai commi da 2 a
9, nonche' dal Codice dell'amministrazione digitale di cui al decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Gli strumenti  e  i  dispositivi  da
utilizzare per comunicare per via elettronica,  nonche'  le  relative
caratteristiche tecniche, hanno carattere non  discriminatorio,  sono
comunemente disponibili e compatibili con i prodotti TIC generalmente
in uso e  non  limitano  l'accesso  degli  operatori  economici  alla
procedura di aggiudicazione. In deroga al primo e secondo periodo, le
stazioni  appaltanti  non  sono  obbligate  a  richiedere  mezzi   di
comunicazione   elettronici   nella   procedura   di    presentazione
dell'offerta esclusivamente nelle seguenti ipotesi: 
  a) a causa della natura specialistica dell'appalto, l'uso di  mezzi
di  comunicazione  elettronici  richiederebbe  specifici   strumenti,
dispositivi o formati di file che non sono in  genere  disponibili  o
non sono gestiti dai programmi comunemente disponibili; 
  b) i programmi in grado di gestire i  formati  di  file,  adatti  a
descrivere l'offerta,  utilizzano  formati  che  non  possono  essere
gestiti mediante altri programmi aperti  o  generalmente  disponibili
ovvero sono protetti da licenza di proprieta' esclusiva e non possono
essere messi a disposizione per essere scaricati o per farne  un  uso
remoto da parte della stazione appaltante; 
  c)  l'utilizzo  di  mezzi  di  comunicazione  elettronici  richiede
attrezzature specializzate per ufficio  non  comunemente  disponibili
alle stazioni appaltanti; 
  d) i documenti di gara richiedono la presentazione  di  un  modello
fisico o in scala ridotta che non puo' essere trasmesso per mezzo  di
strumenti elettronici; 
  e) l'uso di mezzi di comunicazione diversi dai mezzi elettronici e'
necessario a causa di una violazione della  sicurezza  dei  mezzi  di
comunicazione elettronici ovvero per la protezione di informazioni di
natura particolarmente sensibile che richiedono un  livello  talmente
elevato di protezione da non  poter  essere  adeguatamente  garantito
mediante l'uso degli strumenti e  dispositivi  elettronici  che  sono
generalmente a disposizione degli operatori economici o  che  possono
essere messi loro a disposizione mediante  modalita'  alternative  di
accesso ai sensi del comma 6. 
  2. Nei casi in cui  non  sono  utilizzati  mezzi  di  comunicazione
elettronici ai sensi del terzo periodo del comma 1, la  comunicazione
avviene per posta o altro idoneo supporto ovvero  mediante  una  loro
combinazione. 
  3. Le stazioni appaltanti indicano nella relazione unica  i  motivi
per cui l'uso di mezzi di comunicazione diversi dai mezzi elettronici
e' stato ritenuto necessario  in  applicazione  del  comma  1,  terzo
periodo. 
  4. In deroga ai commi da 1 a 3, la comunicazione orale puo'  essere
utilizzata in relazione a comunicazioni diverse  da  quelle  relative
agli elementi essenziali  della  procedura  di  appalto,  purche'  il
contenuto della comunicazione orale sia sufficientemente documentato.
A tal fine,  gli  elementi  essenziali  della  procedura  di  appalto
includono i documenti di gara, le  richieste  di  partecipazione,  le
conferme di interesse e le offerte. In particolare, le  comunicazioni
orali con offerenti che potrebbero  incidere  significativamente  sul
contenuto e la valutazione delle offerte sono documentate  in  misura
sufficiente e con mezzi adeguati. 
  5. In tutte le  comunicazioni,  gli  scambi  e  l'archiviazione  di
informazioni, le stazioni appaltanti  garantiscono  che  l'integrita'
dei  dati  e  la  riservatezza  delle  offerte  e  delle  domande  di
partecipazione siano mantenute. ((Esse esaminano)) il contenuto delle
offerte e delle domande di partecipazione soltanto dopo  la  scadenza
del termine stabilito per la loro presentazione. 
  6. Le stazioni appaltanti possono, se necessario, richiedere  l'uso
di strumenti e dispositivi che in genere non sono disponibili, ma, in
tale caso, offrono modalita' alternative di  accesso.  Sono  adeguate
modalita' alternative di accesso quelle che: 
  a)  offrono gratuitamente un accesso completo, illimitato e diretto
per via elettronica a tali strumenti e dispositivi a decorrere  dalla
data di pubblicazione dell'avviso,  conformemente  all'allegato  V  o
dalla data di invio dell'invito  a  confermare  interesse.  Il  testo
dell'avviso o dell'invito a confermare interesse  indica  l'indirizzo
Internet  presso  il  quale  tali  strumenti   e   dispositivi   sono
accessibili; 
  b)  assicurano che  gli  offerenti,  che  non  hanno  accesso  agli
strumenti e ai dispositivi in questione o non hanno  la  possibilita'
di  ottenerli  entro  i  termini  pertinenti,  a  condizione  che  la
responsabilita'   del   mancato   accesso   non   sia    attribuibile
all'offerente interessato, possano accedere alla procedura di appalto
utilizzando credenziali temporanee elettroniche per un'autenticazione
provvisoria fornite gratuitamente online; 
  c) offrono un canale alternativo per la  presentazione  elettronica
delle offerte. 
  7. Le  amministrazioni  aggiudicatrici  e  gli  enti  aggiudicatori
possono  imporre  agli  operatori  economici  condizioni   intese   a
proteggere il carattere di  riservatezza  delle  informazioni  che  i
predetti soggetti rendono disponibili durante tutta la  procedura  di
appalto. 
  8. Oltre ai requisiti di cui all'allegato XI, agli strumenti  e  ai
dispositivi di trasmissione e di ricezione elettronica delle  offerte
e  di  ricezione  elettronica  delle  domande  di  partecipazione  si
applicano le seguenti regole: 
  a) le stazioni  appaltanti  mettono  a  disposizione  dei  soggetti
interessati le informazioni sulle specifiche per la presentazione  di
offerte e domande di partecipazione per via elettronica, compresa  la
cifratura e la datazione; 
  b)  le stazioni appaltanti  specificano  il  livello  di  sicurezza
richiesto per i mezzi di comunicazione elettronici da utilizzare  per
le varie fasi della  procedura  d'aggiudicazione  degli  appalti.  Il
livello e' proporzionato ai rischi connessi; 
  c) qualora ritengano che il livello dei rischi, valutato  ai  sensi
della lettera b), sia tale che  sono  necessarie  firme  elettroniche
avanzate, come definite nel Codice dell'amministrazione  digitale  di
cui  al  decreto  legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  le  stazioni
appaltanti accettano le firme  elettroniche  avanzate  basate  su  un
certificato  qualificato,  considerando  se  tali  certificati  siano
forniti da un prestatore di servizi di certificazione presente in  un
elenco  di  fiducia  di  cui   alla   decisione   della   Commissione
2009/767/CE, create con o senza dispositivo per la creazione  di  una
firma sicura alle seguenti condizioni: 
  1) le stazioni  appaltanti  stabiliscono  il  formato  della  firma
elettronica avanzata sulla base dei formati  stabiliti  nelle  regole
tecniche  adottate  in  attuazione  del  Codice  dell'amministrazione
digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e attuano
le misure necessarie per poterli elaborare; qualora sia utilizzato un
diverso formato di firma  elettronica,  la  firma  elettronica  o  il
supporto  del  documento  elettronico  contiene  informazioni   sulle
possibilita' di convalida esistenti.  Le  possibilita'  di  convalida
consentono  alla  stazione  appaltante  di   convalidare   on   line,
gratuitamente e in modo comprensibile per i non madrelingua, le firme
elettroniche ricevute come firme elettroniche avanzate basate  su  un
certificato  qualificato.  Le   stazioni   appaltanti,   tramite   il
coordinamento della  Cabina  di  regia,  comunicano  le  informazioni
relative al  fornitore  di  servizi  di  convalida  alla  Commissione
europea che le pubblica su internet; 
  2) in caso di offerte firmate con il  sostegno  di  un  certificato
qualificato in un elenco  di  fiducia,  le  stazioni  appaltanti  non
applicano ulteriori requisiti che potrebbero ostacolare l'uso di tali
firme da parte degli offerenti. 
  9. Riguardo ai documenti utilizzati nel contesto di  una  procedura
di appalto che sono firmati dall'autorita' competente o da  un  altro
ente responsabile del rilascio, l'autorita' o  l'ente  competente  di
rilascio puo' stabilire il formato della firma  elettronica  avanzata
in conformita' ai requisiti previsti dalle regole  tecniche  adottate
in attuazione del Codice  dell'amministrazione  digitale  di  cui  al
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Essi si dotano delle  misure
necessarie per  trattare  tecnicamente  tale  formato  includendo  le
informazioni necessarie ai  fini  del  trattamento  della  firma  nei
documenti  in  questione.  Tali  documenti  contengono  nella   firma
elettronica o nel supporto del documento elettronico possibilita'  di
convalida  esistenti  che  consentono   di   convalidare   le   firme
elettroniche ricevute on line, gratuitamente e in modo  comprensibile
per i non madre lingua. 
  10. Per le concessioni, fatti salvi i casi in cui l'uso  dei  mezzi
elettronici e' obbligatorio ai sensi del presente codice, le stazioni
appaltanti possono  scegliere  uno  o  piu'  dei  seguenti  mezzi  di
comunicazione  per  tutte  le   comunicazioni   e   gli   scambi   di
informazioni: 
  a)  mezzi elettronici; 
  b)  posta; 
  c)   comunicazione  orale,  anche  telefonica,  per   comunicazioni
diverse da quelle aventi ad oggetto gli elementi  essenziali  di  una
procedura di aggiudicazione di una concessione e purche' il contenuto
della comunicazione orale  sia  sufficientemente  documentato  su  un
supporto durevole; 
  d)  la consegna a mano comprovata da un avviso di ricevimento. 
  11. Nei casi di cui al comma 10, il mezzo di  comunicazione  scelto
deve essere comunemente disponibile e non discriminatorio e non  deve
limitare  l'accesso  degli  operatori  economici  alla  procedura  di
aggiudicazione della concessione. Gli strumenti e  i  dispositivi  da
utilizzare per comunicare per via elettronica,  nonche'  le  relative
caratteristiche tecniche, devono essere interoperabili con i prodotti
della tecnologia dell'informazione e della comunicazione  comunemente
in uso. 
  12. Alle concessioni ((si applicano i commi 5 e 7)).

 

Deve essere chiara una cosa fondamentale, facciamo attenzione e tranquilizziamoci, questa norma non è dirompente ( anzi come già richiesto dall'ANCI probabilemnte verrà cassata nella modifica al Codice) ma analizziamola bene .

queste norme, sono di stretta derivazione comunitaria ed attuano gli articoli 22 ( regole delle comunicazioni ) e 90 ( periodo transitorio ) della direttiva 2014/24/UE per le gestioni ordinarie .e trovano chiara ed immediata applicazione, senza deroga alcuna , alle procedure soprasoglia dell'articolo 35 del codice appalti.

Si ricorda infatti , che la prassi è quella di utilizzare gli stumenti elettronici di CONSIP e MEPA per le procedure rientrante invece nel sottosoglia .

Quindi nella maggior parte dei casi non cambia nulla.

Ora sorge la domanda di chi pratica gli acquisti tutti i giorni, quelli c.d. bagatellari, gli infa 1000 Euro.

No, anche in questo caso non cambia nulla essendo salvo il contenuto ( norma speciale ) dell'articolo 1 comma 450 L 296/06, lo stesso vale per le scuole, anzi per maggiore chiarezza riporto il testo citato, ad oggi 18 ottobre vigente su normattiva.it.

Le  amministrazioni  statali  centrali  e   periferiche,   ad
esclusione degli istituti e delle scuole  di  ogni  ordine  e  grado,
delle  istituzioni  educative  e  delle  istituzioni   universitarie,
nonche'  gli  enti  nazionali  di  previdenza  e  assistenza  sociale
pubblici e le agenzie fiscali di cui al decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 300, per gli acquisti di beni e servizi di  importo  pari  o
superiore a 1.000  euro  e  al  di  sotto  della  soglia  di  rilievo
comunitario, sono tenute a fare ricorso al mercato elettronico  della
pubblica amministrazione  di  cui  all'articolo  328,  comma  1,  del
regolamento di cui al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  5
ottobre 2010, n. 207. Fermi  restando  gli  obblighi  e  le  facolta'
previsti al comma 449 del presente articolo, le altre amministrazioni
pubbliche di cui all'articolo 1  del  decreto  legislativo  30  marzo
2001, n. 165, nonche' le autorita' indipendenti, per gli acquisti  di
beni e servizi di importo pari o superiore a 1.000 euro  e  inferiore
alla soglia di rilievo comunitario sono  tenute  a  fare  ricorso  al
mercato elettronico della pubblica amministrazione  ovvero  ad  altri
mercati elettronici istituiti ai  sensi  del  medesimo  articolo  328
ovvero al sistema telematico  messo  a  disposizione  dalla  centrale
regionale di riferimento per lo svolgimento delle relative procedure.
Per gli istituti e le scuole di ogni ordine e grado,  le  istituzioni
educative,  tenendo  conto  delle   rispettive   specificita',   sono
definite, con decreto del Ministro dell'istruzione,  dell'universita'
e della ricerca, linee guida indirizzate alla razionalizzazione e  al
coordinamento degli acquisti di beni e servizi  omogenei  per  natura
merceologica tra piu' istituzioni, avvalendosi delle procedure di cui
al presente comma. A decorrere dal 2014 i risultati conseguiti  dalle
singole istituzioni  sono  presi  in  considerazione  ai  fini  della
distribuzione delle risorse per il funzionamento. 

 

 

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