Come noto la L. 190/14 ha introdotto molte novità sulla fatturazione con le modifiche apportate al DPR 633/72 ( normativa di riferimento dell’imposta ‘isul valore aggiunto) .

Le tematiche ad oggi più copiose riguardano :

– l’introduzione dell’articolo 17 ter del DPR 633/72 ( LO SPLIT PAYMENT).

– modifiche sostanziali al comma 6 dell’articolo 17 del DPR 633/72.

 

Se per l’articolo 17 ter, split payment, siamo in attesa di una riorganizzazione dei sistemi contabili pubblici ( infatti c’è di tempo per l’adeguamento sino al 31/03/2015 accantonando l’iva ) per l’allargamento della portata del REVERSE CHARGE ci sono molte incertezze ( più che per i pagamento spezzettato).

Obiettivi della norma: 
Forse avremo un poco di chiarezza capendo che l’obiettivo della norma è quuello di recuperare l’evasione iva facendo pagare l’imposta all’ultimo destinatario della fattura .

Ciò premesso analizziamo la differenza tra le due casistiche.

Nel caso di SPLIT PAYMENT, la fattura ( che sia cartacea o fatturaPA in XML) non varia se non per l’indicazione ( nemmeno obbligatoria) dell’imposta iva all’aliquota corrente soggetta all’articolo 17 ter, quindi vi è :

 

– a- un costo del bene o servizio

– b- un credito verso l’erario pari all’importo dell’iva ( qualora la PA fosse anche dotata di partita IVA)

-c-  la somma delle due componenti, infine, rappresenta il debito della PA verso il fornitore ( ante split payment )

A ben vedere con lo SPLIT PAYMENT la voce -c- viene spezzettata in ragione della natura stessa dell’imposta ( infatti l’iva su fattura emessa rappresenta un debito verso lo stato, cosi come rappresenta un credito per la fattura ricevuta), quindo si introduce il principio della permutazione e dell’intervento per terzi, per fare chiarezza cosi come con il  DM 40/08 ( interrogazione ad equitalia per importi pari o superiori a 10000 € ed anche come per gli artt. 4, 5 e l del DPR 207/10, intervento sostitutivo in caso di DURC NEGATIVO).

In sintesi ancora più spinta il legisatore ha introdotto un metodo grazie al quale chi emette una fattura ed ha quindi un debito verso lo STATO ( IVA ) , non l’incassera per poi versarla, ma la PA ( quindi lo STATO ) tratterà direttamente il debito.

Pe il REVERSE CHARGE, invece la questione è leggermente diversa, infatti chu emette la fattura lo fa senza – facciale dell’imposta sulla fattura ma apportando il codice di esenzione art 17 DPR 633/72 ( REVERSE CHARHE od INVERSIONE CONTABILE).

Chi riceve la fattura aggiungerà l’iva alla fattura e poi la verserà all’erario, contabilmente faremo così

– riceviamo la fattura ( ad esempio di 1000 € per servizi di pulizia come introdotto dalla 190/14)

– calcoliamo l’iva virtuale al 22 %

– l’aggiungiamo alla fattura

– la contabilizziamo sul PCC con il codice IVARC ( IVA Reverse Charge)

– la splittiamo conprima scadenza 16 / aprile 2014 avendo l’accortenza di accantonare l’iva se pagata prima.

Tuttavia occorre ricorda che il PCC – MEF entro qualche giorno apporterà dele migliorie per la getione dello SPLIT e de REVERSE CHARGE .

Da un punto di vista operativo quindi è importante ricordare che nel caso di SPLIT PAYMENT :

– La natura del costo ed gli importi del budget non variano, quindi nulla varia per l’articolo 271 del DPR 270/10

– LA copertura finanziaria anche resta invariata.

per il REVERSE CHARGE, invece potremo cadere in confusione per quanto riguarda la copertura finanziaria, infatti se per il budget ex art 271 207/10 la valutazione è fatta al netto dell’iva ( quindi non varia nulla) per la copertura dobbiamo ricordarci di incrementare l’importo facciale della fattura dell’iva c.d. virtuale.

 

IMPORTANTE : ho notato che molte fatture sogggette al reverse charge sono arrivate con errrata indicazione non riportando art 17 REVERSE CHARGE ma regime del MARGINE .

Ricordo che il regime del margien si utilizza per la vendita di oggetti di collezione ( ed usati), altrimenti la fattura è da rifiutare.

ci SENTIAMO PRESTO PER GLI AGGIORNAMENTI OPERATIVI DELLA PCC.

 

 

 

 

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