Certificazione d’IMPRESA “RATING DI LEGALITA”

Art. 5-ter DL 1/12.

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Rating di legalità delle imprese

 

Al fine di promuovere l’introduzione di princìpi etici nei comportamenti aziendali, all’Autorità garante della concorrenza e del mercato è attribuito il compito di segnalare al Parlamento le modifiche normative necessarie al perseguimento del sopraindicato scopo anche in rapporto alla tutela dei consumatori, nonché di procedere, in raccordo con i Ministeri della giustizia e dell’interno, alla elaborazione ed all’attribuzione, su istanza di parte, di un rating di legalità per le imprese operanti nel territorio nazionale che raggiungano un fatturato minimo di due milioni di euro (riferito alla singola impresa o al gruppo di appartenenza, secondo i criteri e le modalità stabilite da un regolamento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione). Al fine dell’attribuzione del rating, possono essere chieste informazioni a tutte le pubbliche amministrazioni. Del rating attribuito si tiene conto in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso al credito bancario, secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. Gli istituti di credito che omettono di tener conto del rating attribuito in sede di concessione dei finanziamenti alle imprese sono tenuti a trasmettere alla Banca d’Italia una dettagliata relazione sulle ragioni della decisione assunta.

Questa certificazione, del tutto nuova nel nostro ordinamento vede destinatarie le imprese con un fatturato minimo annuo di € 2.000.000 €.

L’ente che certifica il rating è l’Autorita Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), dunque davvero terza e neutrale a differenza di molti altri enti c.d. certificatori.

I vantaggi dell’impresa certificata sono molteplici, certamente economici (riduzione dei costi bancari ), ma anche opportunistici in quanto i finanziamenti pubblici ( credito d’imposta, contributi per i dipendenti, contributi per gli investimenti, etc) avranno un iter valutativo particolare per le imprese certificate, di immagine aziendale.

DA UNA A TRE ‘STELLETTE’
Il rating avrà un range che va da un minimo di una ‘stelletta’ a un massimo di tre ‘stellette’, attribuito dall’Autorità sulla base delle dichiarazioni delle aziende, verificate mediante controlli incrociati con i dati in possesso delle pubbliche amministrazioni interessate.

Una ‘stelletta’

Per ottenere il punteggio minimo l’azienda dovrà dichiarare che l’imprenditore (o i suoi soci, rappresentanti e dirigenti apicali se impresa collettiva) non hanno ricevuto sentenze di condanna per reati tributari e reati contro la pubblica amministrazione. Per i reati di mafia, oltre a non avere subito condanne, non dovranno essere in corso procedimenti penali.

L’impresa non dovrà inoltre, nel biennio precedente la richiesta di rating, essere stata condannata per illeciti antitrust gravi, per mancato rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, per violazioni degli obblighi retributivi, contributivi, assicurativi e fiscali nei confronti dei propri dipendenti e collaboratori. Non dovrà inoltre avere subito accertamenti di un maggior reddito imponibile rispetto a quello dichiarato, né avere ricevuto provvedimenti di revoca di finanziamenti pubblici per i quali non abbia assolto gli obblighi di restituzione. Tutti i provvedimenti che impediscono l’attribuzione di una‘stelletta’ dovranno essere divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato.

L’impresa dovrà inoltre dichiarare di effettuare pagamenti e transazioni finanziarie di ammontare superiore alla soglia di mille euro esclusivamente con strumenti di pagamento tracciabili.

Da due a tre stellette

Il regolamento prevede 6 ulteriori requisiti che, se rispettati tutti, garantiranno alle imprese il punteggio massimo di 3 stellette, mentre a 3 requisiti corrispondono due stellette. In particolare le aziende dovranno:

    -rispettare i contenuti del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e da Confindustria, dalle Prefetture e dalle associazioni di categoria;
    – utilizzare sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per importi inferiori a quelli di legge;
    – adottare una struttura organizzativa che effettui il controllo di conformità alle disposizioni sulle imprese;
    – adottare processi per garantire forme di Corporate Social Responsability;
    – essere iscritte negli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa;
    – avere aderito a codici etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria.
    In estrema sintesi “descrittiva” l’azienda che vuole ottenere il punteggio di legalità deve dotarsi di un MOG ( modello organizzativo e gestionale) più blando di quello previsto dal D.lgs 231/01, deve dotarsi di codice etico (anche condiviso), e di un organismo di vigilanza.

Ne deriva che l’impresa non deve aver subito condanni per i reati presupposto del D.Lgs 231/01, ed inoltre non deve aver commesso reati tributari contemplati dal D.lgs 74/2000.

 

La Consulenti Associati,  come sempre è pronta a dare appoggio alle aziende che decidono di dotarsi di questa certificazione, forte anche dell’esperienza maturata in ambito 231/01 e 231/07.

La consulenza mira alla creazione di una funzione “Controllo di Gestione” molto simile a quella dei MOG.

 

 

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